I consumi e i costi del bioetanolo per camini

Sia che tu abbia installato un camino a bioetanolo nella tua casa o semplicemente che stai considerando di investire in questa moderna tecnologia ti starai domandando se sono costosi i camini a bioetanolo oppure no, che difficoltà ci sono nel gestirli e quanto sia conveniente effettuare tale acquisto con tranquillità.

Dopotutto quando pensi al classico camino, il fuoco tradizionale intendo, il tuo cervello collega direttamente il combustibile solido quindi la legna, il carbone o semplicemente il legname alla manodopera coinvolta nella gestione di questo tipo di fuoco e quindi tempo-fatica-energia.

Chiaramente qui parliamo di un alternativa elegante e moderna al classico camino con fuoco tradizionale, parliamo di un camino a bioetanolo studiato sopratutto dal punto di vista del design. Il camino a bioetanolo è parte di una famiglia di strumenti nati per ambienti domestici e commerciali ma in veste moderna.

Quanto sono costosi da gestire i camini a bioetanolo?

Il camino a bioetanolo è tra i più moderni ed eleganti progetti di riscaldamento, è l’opzione ideale per tutte le case ma effettivamente c’è da valutare anche il costo di quanto un camino a bioetanolo può influire e può costare.

Ci sono due punti fondamentali da valutare per ottenere il vero consumo di un camino a bioetanolo:

  1. Il prezzo di questo combustibile. A seconda del prezzo che pagherai il bioetanolo questo incide pesantemente sul costo complessivo di energia termica per riscaldare il tuo ambiente.
  2. Potenza della fiamma. A seconda di quanta potenza dai alla fiamma questa influenzerà il consumo di combustibile e chiaramente incide sul costo complessivo.

Ci sono altre piccole caratteristiche da prendere in considerazione per capire quanto e cosa influisce sul costo di un camino a bioetanolo.

La qualità del carburante è fondamentale: bassa qualità = alti costi. Paradossalmente potrebbe sembrare che pagare poco o molto poco il bioetanolo sia un’ottima soluzione per risparmiare, in realtà va valutata la resa del combustibile.

La qualità del camino: un prodotto a basso budget sicuramente incide sulla qualità della fiamma e quindi sulla resa.

La dimensione della fiamma:  più la potenza dell’erogatore è ampia più il consumo del cammino sarà alto.

Approfondiamo insieme questi tre particolari del perché e del come la qualità del carburante, la qualità del cammino e la dimensione della fiamma siano fondamentali per capire e quantificare il consumo di bioetanolo in questo genere di camini.

Quando parliamo di qualità intendiamo ricordarvi che sul mercato esistono molti tipi di carburanti spesso quelli economici sono più infiammabili di quelli di qualità superiore. Questo oltre che creare una velocità di combustione maggiore che potrebbe sembrare positivo, al contrario aumenta il consumo in quanto con la stessa quantità il potere energetico erogato nello stesso periodo è maggiore.  

Inoltre questa erogazione così rapida mette a repentaglio i materiali con cui è costruito il camino.

Fondamentale è la dimensione del bruciatore all’interno del cammino: un bruciatore più grande crea una fiamma molto più grande e di conseguenza il consumo del carburante aumenta in modo esponenziale.

Chiaramente questo tipo di erogazione porterà un maggiore calore, una maggiore potenza di calore e quindi un riscaldamento maggiore, ma alla lunga un consumo superiore di 2-3 volte.

La dimensione della fiamma probabilmente è il maggior motivo di consumo di questo genere camini. Quando parliamo di un prodotto di qualità, parliamo di un prodotto che possiede un componente fiamma che ha la possibilità di essere regolata con lo scopo di regolare la dimensione della fiamma. 

Tutto questo perché: semplice scegliamo di acquistare un camino a bioetanolo per risparmiare nei consumi, per aumentare l’efficienza e soprattutto per rendere la nostra struttura in linea con un design moderno.

L’atmosfera e l’estetica di una stanza possono essere convertiti in un’oasi di tranquillità e stile con una semplice aggiunta: un camino a bioetanolo od una stufa a bioetanolo.

Possedere un camino a bioetanolo ti permette di avere un punto focale fondamentale all’interno di una stanza: il proprietario della casa e gli occhi di ogni ospite sarà attratto da questo pezzo; una vera dichiarazione di architettura per interni.

Ora valuta qual’è la giusta potenza e la giusta qualità per il tuo camino a bioetanolo e decidi quanto deve consumare il tuo camino.

Metabolismo di base, sapere cos’è e come calcolarlo

Il corpo umano, anche quando è in stato di riposo, brucia calorie, svolgendo funzioni base vitali per la propria sopravvivenza quali per esempio il battito cardiaco per la circolazione del sangue, l’attività del sistema nervoso, la respirazione, l’elaborazione delle sostanze nutrienti introdotte attraverso l’alimentazione, la riproduzione delle cellule. Si definisce, quindi, metabolismo basale, in condizioni di neutralità termica, in fase di assoluto riposo e a distanza di circa 12 ore dall’ultimo pasto, la quantità di energia minima necessaria per mantenere le funzioni vitali e lo stato di veglia. Il metabolismo basale rappresenta il 70% del dispendio calorico giornaliero totale.
In italiano il metabolismo basale è indicato con la sigla MB, in inglese con la sigla BMR (Basal metabolic rate).

Cos’è la caloria

La caloria (cal) è l’unità di misura di energia, calore e lavoro usata in biologia e nutrizione per calcolare l’apporto calorico degli alimenti. 1 caloria corrisponde alla quantità di energia necessaria pari alla quantità di calore che occorre somministrare a 1 grammo di acqua distillata per portarne, a pressione atmosferica normale, la temperatura da 14,5 °C a 15,5 °C. 1000 calorie corrispondono a una 1 kilocaloria (kcal).

Metabolismo base e fabbisogno calorico giornaliero

Occorre fare chiarezza tra metabolismo basale e fabbisogno calorico giornaliero. Il metabolismo basale, come detto, rappresenta la quantità di energia minima indispensabile per mantenere le funzioni vitali e lo stato di veglia. Il fabbisogno calorico giornaliero è la quantità di energia necessaria a svolgere le attività quotidiane e varia a seconda dello stile di vita di una persona. Se l’individuo ha uno stile di vita molto attivo, il suo fabbisogno calorico giornaliero sarà elevato. Se, invece, conduce uno stile di vita sedentario, il suo fabbisogno calorico giornaliero sarà più basso.

Che cosa influenza il metabolismo basale

Sono numerosi i fattori che possono influenzare il metabolismo di base

  • Il sesso della persona. Il metabolismo basale degli uomini è più elevato rispetto a quello delle donne, per via della presenza di maggiori masse muscolari.
  • L’età, in quanto il metabolismo basale ha valori massimi nei prima anni di vita, per poi diminuire gradualmente con il trascorrere del tempo
  • La nutrizione ha un ruolo importante. Una persona malnutrita ha un metabolismo basale inferiore alla norma.
  • Il clima. Le persone che vivono in Paesi con clima caldi hanno generalmente un metabolismo basale più lento.
  • Lo stile di vita. Una persona che pratica attività sportiva con regolarità ha un metabolismo di base superiore, perché il consumo energetico si mantiene elevato anche dopo alcune ore dal termine dell’esercizio fisico.
  • La temperatura del corpo. Più è elevata più le reazioni chimiche dell’organismo risultano accelerate.
  • La gravidanza. Per sostenere l’accrescimento del feto, in modo particolare nell’ultimo trimestre di gestazione, il fabbisogno energetico della donna è maggiore. Questo vale anche nei primi mesi di vita del bambino, quando la madre allatta il figlio.
  • Alcuni farmaci, ormoni e integratori possono far aumentare il metabolismo basale.

Calcolo del dispendio calorico medio

Di seguito è indicato il fabbisogno calorico medio per sesso e attività fisica

  • Bassa attività: 1.800 kcal per una donna, 2.100 kcal per un uomo
  • Attività leggera: 2.000 kcal per una donna, 2.700 kcal per un uomo
  • Alta attività: da 2.400 a 2.800 kcal per una donna, da 3.000 a 3.500 kcal per un uomo
  • Donne in gravidanza o in allattamento: da 2000 a 2500 kcal

Il calcolo del metabolismo di base

Come si è visto in precedenza, il metabolismo basale dipende, tra gli altri fattori, dal sesso (uomo o donna), dal peso corporeo, dall’altezza e dall’età. Per calcolare approssimativamente il metabolismo di base ci sono diverse formule possibili, ma la più usata è quella nata da uno studio di James Arthur Harris e Francis Gano Benedict all’inizio del Novecento e revisionata alla metà degli anni Ottanta. Indicando l’età espressa in anni con A, con P il peso in chilogrammi e H l’altezza in centimetri:

per un uomo l’equazione è MB= [(10 x P) + (6,25 x H) – (5 x A) + 5] kcal

per una donna l’equazione è MB= [(10 x P) + (6,25 x H) – (5 x A) – 161] kcal

Calcolare il metabolismo di base è importante, anche per stimare il fabbisogno energetico giornaliero e scegliere, di conseguenza, un’alimentazione corretta in base allo stile di vita condotto. Si può allora comprendere meglio come perdere o prendere peso, o mantenerlo. Se si vuole perdere peso, occorre consumare più calorie di quante se ne introducono giornalmente. Se si vuole aumentare di peso, sarà necessario bruciare meno calorie di quante ne vengono introdotte quotidianamente con il cibo. Per mantenerlo, il bilancio energetico deve essere in parità.

Il tagliaerba: i criteri di scelta

Il primo criterio da utilizzare per la scelta del tagliaerba riguarda le dimensioni del prato da curare. Per un piccolo prato, con dimensioni inferiori a 100 metri quadrati, anche un modello a spinta può essere l’ideale. Con il crescere del tappeto erboso è meglio fare affidamento su modelli a motore, elettrico o termico a seconda dei casi. Quando il giardino si trasforma in un grande parco la soluzione migliore diviene l’acquisto di un trattorino, o di un tagliaerba semovente.

I tagliaerba elettrici

Un tagliaerba elettrico monta un motore brushless, decisamente molto silenzioso. Questo ci consente di utilizzare il tagliaerba in qualsiasi momento del giorno e della settimana, senza temere di disturbare eccessivamente i vicini. Ne esistono modelli con cavo, che si collegano ad una presa di corrente e consentono di tagliare in modo accurato anche grandi distese di erba. Più il tagliaerba è potente, migliori sono le sue prestazioni: ci permetterà di tagliare l’erba anche quando è diventata molto alta, senza alcun tipo di problema.

Se per il tuo prato desideri anche una certa versatilità e maggiore maneggevolezza scopri i tagliaerba a batteria. Sono modelli elettrici senza cavo, che permettono di spostarsi per tutta la lunghezza del prato, senza l’impaccio di un cavo elettrico. Oggi si possono trovare tagliaerba elettrici che sono consegnati con più di una batteria, cosa che permette di tagliare fino a 800 metri quadrati di prato ininterrottamente.

I tagliaerba termici a spinta

Un tagliaerba elettrico funziona essenzialmente a spinta: è l’operatore a dover fornire il lavoro necessario a spostare l’apparecchiatura lungo il giardino. Lo stesso avviene con i tagliaerba che montano un motore tradizionale a scoppio, o sarebbe meglio dire termico. Questi attrezzi sono decisamente più rumorosi rispetto a quelli elettrici, ma il problema è compensato da una maggiore potenza e da una scelta molto più ampia. I modelli tradizionali non hanno alcun genere di cavo e si possono usare per varie ore, senza che il motore mostri alcun tipo di problema. Consentono di tagliare anche erba molto alta; ovviamente in commercio si trovano vari modelli di tagliaerba termico, con motori più o meno potenti a seconda dei casi. Più è grande il prato da tagliare e maggiore dovrebbe essere la potenza del tagliaerba, oltre che la dimensione della zona tagliata in una singola passata.

Tagliaerba semoventi

Un tagliaerba semovente si sposta in autonomia, mentre l’operatore pensa esclusivamente a dirigerlo. In commercio se ne trovano di due tipologie: alcuni sono del tutto simili ai modelli a spinta, altri si configurano come piccoli trattorini. Anche in questo caso, più è grande il terreno e più è conveniente acquistare un trattorino. Permette infatti all’operatore di sedere sul tagliaerba durante le operazioni di cura del prato. Se si deve tagliare con regolarità un prato di oltre 4.000/5.000 metri quadrati la scelta di un trattorino si rivelerà particolarmente comoda, rendendo il taglio del prato un passatempo divertente e per nulla stancante.

I modelli semoventi da manovrare in modo classico sono ottimi prodotti; il fatto che si spostino da soli toglie parte del peso del taglio del prato all’operatore; quindi anche questi attrezzi sono ideali per chi possiede un grande prato. Solitamente però sono anche molto meno costosi rispetto a un trattorino, se quindi si ha un budget meno importante un tagliaerba di tipo tradizionale è la scelta migliore.

I robot tagliaerba

Negli ultimi anni si sta diffondendo anche l’uso di robot tagliaerba. Ad oggi però queste apparecchiature offrono ancora qualche problematica. Ad esempio la gran parte dei modelli si sposta al meglio solo su terreni pianeggianti, privi di qualsiasi genere di asperità. Inoltre non possiedono un cesto per gli sfalci, si utilizzano infatti per uno sfalcio “continuo”: di fatto sono attivi quasi ogni giorno, in modo da dover rimuovere solo una piccola porzione dei fili d’erba, da lasciar poi cadere a terra.

Portatovaglioli segnaposto: un tocco di stile alla tavola

In tutte le situazioni conviviali, che sia un banchetto di classe per un’occasione speciale o la cena informale del sabato sera con gli amici più intimi, per dare il giusto valore alla tavola ci vuole anche una certa cura dei dettagli. Accanto al servizio di piatti, bicchieri e accessori non può dunque mancare un set di anelli portatovaglioli adatti all’occasione. Ce ne sono di ogni fattura e materiale, ognuno indicato per una diversa occasione. Vediamo quindi una breve panoramica di portatovaglioli per dare un tocco di stile e novità alla tua tavola.

Nel caso di un’occasione formale, e se si intona all’arredo della tua casa, puoi optare per un classico d’effetto: il portatovaglioli in argento, tondo o squadrato, al naturale o con decorazioni in rilievo, in stile vintage o dalle linee moderne ed essenziali.

Se hai un debole per lo stile rétro, e se l’occasione e l’arredamento della casa si abbina a una certa tendenza nostalgica, puoi prendere in considerazione i portatovaglioli a uncinetto, dai colori classici o in tinte pastello. Nei colori tenui del bianco, del rosa o dell’azzurro, sono ideali magari per il rinfresco di un battesimo o di una ricorrenza particolare. Una variante simpatica può essere il portatovaglioli in feltro: ne puoi trovare di ogni forma e colore, adatti alle più svariate occasioni, aggiungono una nota briosa e colorata alla tavola.

Nel caso invece che tu abbia una passione per lo shabby chic e l’ambientazione un po’ rustica, probabilmente i portatovaglioli in legno faranno al caso tuo: si tratta di anelli portatovaglioli semplici ma d’effetto, li puoi trovare sia al naturale che decorati. 

Quando si parla di tavolate, la prima ricorrenza che ci viene in mente è il Natale. C’è una grandissima varietà di portatovaglioli natalizi, realizzati con i materiali e nelle forme più disparate legate al Natale. La scelta ricadrà su quelli che rifletteranno maggiormente lo stile della tua tavola e dell’arredamento: li puoi trovare in feltro o all’uncinetto, ma anche in legno o in metallo, o addirittura realizzati con materiali riciclati.

Le occasioni speciali richiedono, tuttavia, un occhio di riguardo nella cura dei dettagli: nel caso di tavolate con un gran numero di persone è utile un portatovaglioli segnaposto che darà un vero e proprio tocco di classe alla situazione. Per scegliere un portatovaglioli moderno adatto all’occasione puoi dare un’occhiata online e farti un’idea della tipologia che si adatta meglio all’occasione e all’arredo. Se intendi acquistare qualcosa che potrai riutilizzare in svariate occasioni negli anni a venire, puoi optare per un set di raffinati portatovaglioli design di manifattura artigianale impreziositi da perline in vetro, dalle nuances più classiche alle combinazioni di colori moderne, in grado di dare un tocco estetico originale e di buon gusto a qualsiasi tavola. 

Tecnologia ed ecologia anche in bagno: scegli una cassetta ad incasso

La ristrutturazione del bagno

Chi si appresta a ristrutturare il bagno sa bene che a volte, soprattutto nella ristrutturazione degli appartamenti più datati, non è sufficiente cambiare i sanitari per dare una svecchiata al look del bagno. Spesso in fase di smontaggio dei sanitari ci si accorge che i tubi sono ammalorati ed è necessario andare a intervenire su tutto l’impianto. La ristrutturazione in questo caso diventa molto più onerosa ma, l’aspetto positivo, è che un impianto sano rimane funzionale per moltissimi anni e il rinnovo completo può essere l’occasione di dare una svolta green anche a questo ambiente della casa.

Vecchie tecnologie vs nuove tecnologie

Moltissime abitazioni costruite fino agli anni 80 infatti utilizzano ancora un sistema di scarico chiamato passo rapido che presuppone l’utilizzo di una leva girevole che regola flusso e durata dello sciacquo del wc. È una soluzione efficace per lo scarico ma utilizza più del doppio dell’acqua che veramente sarebbe necessaria per lo sciacquo del wc.

Se ci si trova nella situazione di dover sostituire le tubature di un impianto ammalorato è opportuno andare a sostituire il sistema obsoleto del passo rapido con una moderna cassetta ad incasso, sicura ed ecologica.

Come tutti sappiamo l’acqua non è una fonte inesauribile e, a differenza dei vecchi sistemi di scarico che sprecano fino a 15 litri di acqua ad ogni scarico, tutte le moderne cassette da incasso consentono di scegliere, impostandolo in fase di montaggio, se scaricare 9 litri (il massimo possibile) oppure 3 litri (minimo per un corretto sciacquo).

Non è da trascurare nemmeno l’aspetto economico. Facendo un veloce calcolo, un passo rapido o una cassetta di scarico esterna consumano circa 300 mq di acqua all’anno, che corrispondono con le attuali tariffe a circa 250€ di spesa. Una cassetta a incasso, grazie al meccanismo che consente di scegliere i litri di scarico per ogni sciacquo, consuma circa 150 mq di acqua all’anno per un totale di 140€: un risparmio non indifferente!

Cassette e sistemi di scarico di qualità

Uno dei marchi leader nella produzione di cassette e sistemi di scarico è l’azienda svizzera Geberit, che dispone di un catalogo molto ampio e di soluzioni per qualsiasi esigenza di ristrutturazione.

È facile perdersi tra i vari modelli di cassette da incasso disponibili sul mercato perché sono tutte diverse e hanno caratteristiche e funzioni diverse. Una soluzione comoda potrebbe essere consultare un rivenditore oppure un sito online. Puoi trovare tutti i tipi di cassetta wc Geberit su acquaclick.com e sceglierli in tutta comodità da casa consultando schede tecniche e disegni illustrativi, sarà più facile trovare il modello giusto per la propria casa!

Vediamo qualche esempio di cassetta con una semplice spiegazione del suo utilizzo:

  • Cassetta da incasso Unica: viene utilizzata per i sanitari a pavimento. È disponibile sia nella versione con spessore 8 cm (il più diffuso in italia) sia con spessore 12 cm (più utilizzato all’estero)
  • Sistema Combifix: viene utilizzato per il montaggio di sanitari sospesi da installare esclusivamente su muri in mattoni o cemento
  • Sistema Duofix: viene utilizzato per il montaggio di sanitari sospesi su muri in cartongesso o simili perché è dotato di un sistema di appoggio a terra integrato che consente di scaricare a pavimento il peso del sanitario.

Sia il sistema Combifix, sia il sistema Duofix oltre alla cassetta di scarico per il wc hanno una gamma completa di moduli di installazione per bidet, lavabo e sistemi di scarico per la doccia a parete perfetti per la realizzazione di scarichi in muratura da rivestire con piastrelle.

Per chi, pur essendo in corso di ristrutturazione, non ha la possibilità di inserire una cassetta di scarico all’interno della muratura, Geberit ha studiato un nuovo sistema: Monolith.

Si tratta di un blocco unico in vetro colorato e metallo che unisce la sicurezza di una cassetta wc Geberit ad un design unico: è un oggetto che lavora come una cassetta esterna ma è in grado di sostenere sanitari sospesi e di adattarsi a scarichi e sistemi di carico dell’acqua.

La manutenzione delle cassette di scarico

Nonostante l’aspetto pulito e minimal che hanno una volta installate, la manutenzione della cassetta Geberit ad incasso è molto semplice: sono dotate di componenti curati e facilmente rimontabili anche dai non addetti ai lavori e sono realizzati con materiali studiati in laboratorio per essere resistenti e durevoli nel tempo. Per migliorare il comfort di utilizzo delle cassette è stato recentemente introdotto il sistema di aspirazione e di igienizzazione Duofresh: ne esistono diversi modelli e possono essere applicati sia in fase di ristrutturazione direttamente all’interno della cassetta, sia in una fase successiva con appositi stick a consumo. Il kitD più completo, con igienizzante ed aspiratore, richiede in fase di ristrutturazione la predisposizione di un collegamento alla rete elettrica in modo che l’igienizzante e l’aspiratore si possano attivare automaticamente ad ogni scarico.

E la placca?

Anche l’occhio vuole la sua parte! Una cassetta ad incasso rimane completamente nascosta all’interno del muro ed esternamente è visibile solamente la placca di scarico, elemento su cui sono stati fatti dei grandi passi avanti dal punto di vista estetico e di uso dei materiali negli ultimi anni.

Se nei primi anni di utilizzo, infatti, la placca era realizzata rigorosamente in plastica bianca, oggi i produttori di cassette realizzano placche cromate, colorate, in plastica o addirittura in vetro impreziosite da un sistema di attivazione a sfioro oppure a infrarossi attivando lo sciacquo semplicemente avvicinando una mano.

Che la scelta ricada su una cassetta ad incasso oppure su un sistema Monolith il risultato di rendere il tuo bagno più ecologico sarà sempre assicurato!

Vasca da bagno come un’opera d’arte! Relax a prova d’autore

E’ importante riuscire a scegliere la vasca da bagno che dia all’ambiente una maggiore eleganza, per questo molti utenti scelgono una vasca da bagno da incasso.

Il design delle vasche da bagno puo’ variare e il mercato offre una moltitudine di forme, da quelle standard a quelle piu’ particolari come ad onda, a cuore e così via.

Nel caso in cui non si abbia a disposizione molto spazio la soluzione migliore da fare sarà quella di optare per delle vasche da bagno piccole!

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Vasca da bagno di Design

Vasca da bagno: dimensioni

Le dimensioni vasca da bagno che si trovano sul mercato sono: 100 x 70 cm, 120 x 75 cm, 120/130/140 x 70 cm, 140 x 70 cm, 150 x 70 cm, 175 x 70 cm e tante altre ancora.

Infatti le misure vasca da bagno possono essere scelte in base allo spazio che si dispone anziché basarsi su quelle standard.

E’ possibile scegliere un modello confortevole per gli anziani?

Qualora si avessero delle persone anziane in casa non è detto che si debba rinunciare alla vasca da bagno: ecco il modello funzionale.

La vasca da bagno con sportello per anziani è un modello comodo che consente di non dover necessariamente sostituire la classica vasca con la doccia.

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Inoltre che ne pensate di una vasca da bagno con seduta ? Modelli con porta e seduta adatti sia ad anziani che a disabili.

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Modelli ed offerte della vasca da bagno di design

Come per i box doccia, anche per le vasche, è un problema che si potrebbe verificare è l’usura del flessibile doccia a causa del calcare. Un attenta manutenzione garantisce una durata maggiore.

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carta da parati

Carta da parati: la scelta giusta per la propria casa

Qual è carta da parati da parati ideale, quale quella da acquistare?

Carte da parati di peso medio, in tinta unita, con disegni molto piccoli oppure grandi, carte da parati provviste di colla, meglio conosciuta come carta da parati adesiva e molto altro; il mercato di fatto offre una quantità straordinaria di materiali per il rivestimento delle pareti, in una gamma ancora più grande di colori e di fantasie; ragion per cui la scelta della carta da parati si presenta piuttosto ardua.

La scelta della carta da parati: considerazioni da non trascurare

La carta da parati più facilmente applicabile è sicuramente la carta da parati adesiva già provvista di colla sulla parte posteriore; se però il muro presenta imperfezioni sarà necessario scegliere una carta da parati a struttura tipo tessitura.
Anche il soffitto ha la sua carta da parati dedicata. Questo rivestimento specifico presenta motivi piccoli e tenui, appositamente indicati per il soffitto e decisamente più che adatti per poter invertire il senso di applicazione dei teli.

Altro aspetto da non trascurare è quello della luce. Se sulla carta cade molta luce sarà necessario optare per un rivestimento che non sbiadisca e che scarti i colori scuri sui quali, di fatto, si noterebbero moltissimo sia il cambio di sfumatura che quello di intensità.

Se invece si ha a che fare con un locale in cui si forma molta condensa bisognerà optare per una carta da parati vinilica; questo genere di rivestimento infatti ha un lieve effetto isolante che favorisce la riduzione della condensa. La carta vinilica è anche facile da pulire ed è perfetta per essere impiegata per rivestire bagni e cucine.

Ma non è ancora finita qui. Quando si sceglie la carta da parati per l’ingresso, per la camera dei bambini e per la cucina è preferibile orientarsi su una carte da parati lavabili o raschiabili; quindi bisognerà optare per carte molto resistenti come quelle plastificate. In questi ambienti sono assolutamente da evitare le carte delicate come quelle goffrate.

Ad ogni modo quando si procede all’acquisto di una carta da tappezzeria per avere qualche rapido riferimento sul prodotto sarà bene dare uno sguardo ai simboli standardizzati riportati dalla maison di produzione.
Questi simboli difatti forniscono informazioni specifiche sulla tipologia della carta, sulla sua resistenza alla luce, sulle sue modalità di pulitura, su quelle di rimozione e su quelle di applicazione. In alcuni casi si troveranno anche le istruzioni su quale sia la direzione di applicazione del rivestimento e su come far combaciare i motivi tra le strisce della carta .

Varie tipologie di carte da parati

Carte da parati di design, carte da parati moderne, carte da parati anni 70, anni 30 e altro ancora, in commercio si trovano davvero un’infinità di proposte pronte a soddisfare qualsiasi esigenza d’arredo. Tuttavia, quando si procede all’acquisto bisogna aver ben chiara la differenza tra le varie tipologie di tappezzeria.

Tra le più diffuse ci sono sicuramente le carte da parati stampate a macchina. Il costo di questa tipologia di rivestimento dipende dallo spessore della carta e dal numero dei colori impiegati. In questo genere di carta il motivo può essere stampato sia in profondità che in superficie.
A differenza di queste, le carte da parati stampate a mano, sono molto più costose e al contempo offrono colori e disegni migliori.

Se si è alla ricerca di una carta lavabile allora bisognerà optare per quelle rivestite in PVC, in questo caso però bisogna avere ben chiaro che questa tipologia di carta non può essere raschiata.
Contrariamente se si opta per una carta vinilica si sceglierà per una carta lavabile e raschiabile; rientrano tra le carte lavabili anche quelle in polietilene.

Le carte viniliche più pesanti poi saranno particolarmente adatte agli spazi soggetti a condensa. I tipi principali di questa carta sono due: il vinile espanso a caldo che creerà un effetto di rilievo e il vinile scolpito, che spesso reca motivi a forma di piastrella e che si presenta più spugnoso al tatto.

Se si abbisogna di una carta da tinteggiare allora la carta giusta sarà quella in rilievo che reca motivi groffati, se invece la necessità è quella di rivestire pareti con intonaco in pessime condizioni la carta da acquistare sarà quella in truciolare. Per ovviare alle pessime condizioni della parete si può scegliere anche la carta fodera.

Interessanti anche le tappezzerie tessili in iuta, in tela di ramia e in fibra sintetica. Per dare agli ambienti un look naturale bisognerà optare per una tappezzeria in sughero, se quello che si cerca invece è un effetto a specchio la carta giusta sarà quella metallizzata.

Tra le numerose proposte esteticamente interessante e originale quello della carta da parati modello 3D.

Carta da Parati Modello 3D del Mattone

Prodotta da UMmaid la wallpaper autoadesiva pannello a muro è perfetta sia per essere posata in camera da letto che per essere impiegata nel rivestimento di un soggiorno in stile moderno.

Facile da attaccare, questa carta da tappezzeria è dotata di mucillagine nella parte posteriore; caratterizzata da uno spessore a sensazione stereoscopica dà alle pareti un effetto realistico e naturale, regalando all’ambiente uno stile semplice e moderno.

La carta proposta da UMmaid è una carta ecologica realizzata in materiale del PE.

Carta da parati: prezzi ed offerte

I prezzi della carta da parati variano in base alla tipologia del prodotto scelto, della maison di produzione e del luogo d’acquisto. Per comprare una carta da tappezzeria di qualità a prezzi stracciati è necessario effettuare il proprio acquisto optando per i negozi online. Primo fra tutti Amazon, un portale affidabile e sicuro, che oltre a offrire una fornita vetrina di prodotti a prezzi concorrenziali, propone ogni giorno ai suoi clienti anche una selezione di offerte imperdibili. Di seguito alcuni modelli di carta da parati.

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Flessibile doccia, guida su come sostituirlo

Il flessibile doccia è un accessorio da bagno che facilmente si logora con facilità e tutto dipende dal suo utilizzo.

Rispetto agli altri tubi, utilizzando quotidianamente il tubo doccia col passare del tempo a causa del calcare, dell’umidità e dai repentini cambi di temperatura dell’acqua può portare a deteriorarlo.

La cosa più opportuna da fare sarà cercare di eseguire una buona manutenzione del tubo flessibile doccia, controllandolo magari con una certa periodicità.

Sostituire il flessibile doccia non è difficile e senza chiamare un idraulico sarà possibile sostituirlo autonomamente!

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  • Comodo e conveniente: Tubo flessibile per doccia lunghezza 1.75m, tenuta cromato. Il design anti-distorsione consente di muoversi...
  • Usando materiali di alta qualità: Il tubo esterno è realizzato in acciaio inossidabile di alta qualità per garantire la qualità e...
  • Adottare l'interfaccia G1 / 2 standard internazionale: Il connettore universale in ottone massiccio G1/2 viene utilizzato su entrambe...
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  • Adatto per tutti i soffioni doccia, doppio connettore in ottone G1/2 universale si adatta standard doccia testa.
  • Tubo esterno in acciaio inox di qualità, garantendo qualità e longevità.Tubo interno composto non tossico, inodore di EPDM,...
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  • Tubo esterno :Tutto in acciaio inossidabile 304, garantendo qualità e longevità.(Adotta un connettore standard comune G1 / 2)
  • Tubo interno : composto non tossico, inodore di EPDM, resistenza ad alta pressione,EPDM tubo interno con sette volte prova di resistere...

Flessibile doccia: strumenti necessari per sostituirlo

Una volta che si avrà acquistato un nuovo tubo doccia, una volta rientrati a casa prendiamo la chiave inglese.

E’ opportuno eliminare residui di calcare con un prodotto apposito, naturale se possibile, prima di installare il nuovo tubo flessibile doccia.

Andiamo a svitare l’anello di fissaggio che si colloca nei pressi del rubinetto e facciamo la stessa cosa con il soffione doccia.

Ora applichiamo le due estremità del flessibile nuovo con tanto di guarnizioni ed ecco fatto!

Prezzi ed offerte

I prezzi dei flessibili doccia mediamente si aggirano intorno alla decina di euro. E’ opportuno dare uno sguardo alle varie offerte online in quanto è possibile riuscire a risparmiare qualcosa rispetto che ad un negozio normale!

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Una casa green dalla A alla Z, per un futuro ecosostenibile

Rispetto della natura e dell’ambiente sono tematiche sempre più di moda fra le persone. In pochi anni, tutto ciò che non rientra in un pensiero green, è diventato obsoleto. Non esiste settore della nostra vita che non sia stato toccato da questa rivoluzione, comprese le abitazioni, sia sotto l’aspetto edilizio che quello dell’arredamento. Vediamo insieme come rendere una casa green dalla A alla Z, per un futuro ecosostenibile.

La filiera dell’ecosostenibilità

Vivere in maniera ecosostenibile, significa rendere rispettosi dell’ambiente tutti i gesti della nostra quotidianità. In altre parole, il pensiero green racchiude tutta una serie di comportamenti da adottare e di scelte da effettuare, per ogni oggetto che tocchiamo o azione che mettiamo in atto. Tutto questo perché c’è in gioco il futuro del pianeta e dei nostri figli.

Una quotidianità green passa necessariamente anche dalle nostre abitazioni, sia sotto il profilo edilizio, che quello dell’impiego di energie pulite per la loro alimentazione, fino all’arredamento di interni. Una casa davvero ecosostenibile racchiude tutti gli aspetti citati, così da rendere pulita tutta la filiera.

Elettrodomestici e domotica

Di domotica si sente parlare sempre più spesso. Stiamo parlando di quella scienza la cui finalità è quella di sviluppare nuove tecnologie in grado di migliorare la qualità della vita domestica, o comunque in generale degli edifici. La domotica è una validissima alleata del pensiero green, perché tra i principali benefici concreti che si possono ottenere dal suo impiego, troviamo proprio quello del risparmio energetico.

Evitare gli sprechi infatti, è uno dei primi comportamenti utili ed efficaci volti al rispetto ambientale, e il principale di tali sprechi è proprio l’energia elettrica consumata dagli elettrodomestici obsoleti. Trascurare questo aspetto tra l’altro, non solo non permette alle persone di vivere green, ma incide negativamente anche sul portafogli.

Ognuno degli elettrodomestici presenti nelle nostre abitazioni infatti, appartiene ad una precisa classe energetica, dove la G indica quelli più avidi di energia, e le A e A+ appartengono invece a quei modelli più risparmiosi. Scegliere una classe C rispetto ad una A, significa dover mettere in conto costi in bolletta decisamente più alti, soprattutto se rapportati in un anno. La domotica ottimizza ulteriormente tali elettrodomestici, facendoli dialogare tra loro. Opportunamente programmati infatti, è possibile azionarli solamente nelle fasce orarie più convenienti, così da ottenere un ulteriore risparmio energetico.

Bottiglie di plastica? No, grazie

Le bottiglie di plastica sono particolarmente sotto accusa, perché ritenute tra le maggiori fonti inquinanti del pianeta. Non l’unica, ma sicuramente una di quelle che incide moltissimo. Sotto l’aspetto del marketing, le bottiglie di plastica sono una delle mosse più azzeccate dell’ultimo secolo, in grado di farci percepire un valore dell’acqua acquistata, ben diverso da quello reale. D’altronde l’obiettivo di una campagna è proprio questo, che però si scontra con l’evoluzione del pensiero green odierno.

Proprio recentemente la cronaca ha affrontato la tematica, offrendo una soluzione tanto semplice quanto efficace, ovvero quella di sostituire tali bottiglie con delle più pratiche ed ecologiche borracce di alluminio, riutilizzabili all’infinito. I benefici di un accorgimento simile sono facilmente intuibili: meno plastica da produrre, meno CO2 introdotta nell’ambiente, meno bottiglie da smaltire.

Qualcuno potrebbe obiettare che nonostante l’acqua distribuita dai nostri acquedotti non abbia alcuna controindicazione, perché sottoposta ad un numero altissimo di controlli, questa abbia in alcuni casi un sapore poco piacevole, o comunque che possa presentare dei sedimenti. In alcune situazioni, e soprattutto in alcune zone geografiche, la situazione effettivamente è quella descritta. Ma anche in questi casi, la soluzione è a portata di mano con gli addolcitori o i depuratori H2Optima, la cui funzione è proprio quella di migliorare la qualità dell’acqua. Ma ciò che conta davvero, è la missione: arginare il più possibile il fenomeno della plastica da smaltire, che ha raggiunto dimensioni mai viste prima.

In conclusione: ecosostenibilità e futuro

Ci sono persone che sostengono come quella dell’ecosostenibilità sia solamente una moda. Purtroppo tali persone ragionano in un’ottica a breve termine, senza riuscire a percepire le dimensioni del danno che stiamo apportando al pianeta. Le campagne di sensibilizzazione sono ovviamente utili, esattamente come lo sono le soluzioni fornite. Come detto, è in gioco il futuro dei nostri figli.

Progettare, arredare, decorare casa: il gusto e la comodità contano più del prezzo

La casa è il posto in cui si deve stare bene. Per questo arredarla è importante, così come lo è scegliere gli accessori che ci semplificano la vita, da quelli classici a quelli più innovativi. Per arredare casa bisogna tener presente di alcune regole stilistiche e pratiche per rendere gli spazi abitabili e comodi. Ci vuole gusto, fantasia e perché no, anche un tocco di originalità. Come destreggiarsi in tutto questo? Vediamo i nostri consigli per facilitare le cose e rendere la casa un posto confortevole a partire dalle piccole attenzioni.

Gli oggetti della quotidianità fanno la differenza

Non c’è considerazione più vera di questa: alcuni oggetti in casa fanno davvero la differenza. Non è una questione puramente materialistica ma una constatazione, un fatto. Cucinare, per esempio, diventa immediatamente più piacevole se si ha disposizione il giusto set di accessori. Ci sono poi alcune abitudini che in casa potrebbero essere annoverate tra quelle “noiose” e che tendiamo spesso a rimandare. Con i giusti accessori, tuttavia, diventano pratiche e persino rilassanti.

Stirare non sarà più un dramma

Stirare è considerata la faccenda domestica più noiosa in assoluto ma con un buon asse da stiro tutto diventa immediatamente più semplice.
Per questo genere di oggetti è importante spendere il giusto, come lo è trovare gli accessori che possiedono una marcia in più fatta di gusto estetico, praticità e semplicità di riponimento.

Gli assi da stiro sono un oggetto comune che tendiamo ad acquistare senza pensarci troppo. Poi però quando ci apprestiamo a tirarlo fuori dallo sgabuzzino e ci destreggiamo nell’aprirlo o richiuderlo tutto diventa difficile, scomodo e poco pratico. Per questo il nostro consiglio è quello di acquistare questo genere di accessori solo da chi ha fatto del gusto la sua vera missione. Un esempio? Prova Homelook.

Oggetti e spazi comodi

Se l’asse da stiro e gli accessori per sbrigare le faccende domestiche dovrebbero essere acquistati con gusto e praticità, lo stesso vale per il riempimento degli spazi. La casa, dopotutto, è il luogo in cui ci rintaniamo dopo una giornata lavorativa lunga e stressante, dove ritroviamo il calore e la pace dal caos della città. Per questo il nostro consiglio è quello di affidarsi alle scelte d’arredo degli esperti. Questo non significa necessariamente assoldare un interior designer ma progettare la propria casa ispirandosi ai migliori.

Convenienza non significa risparmio

La miglior regola da seguire è quella di scegliere il confort prima della praticità o della convenienza. Dopotutto copiare non è sempre un male, purché si rispetti la proprietà intellettuale. Questo significa che per la casa le scelte migliori, proprio come quella del semplice ferro da stiro, devono necessariamente passare dalla visione di esempi di arredo ai quali mirare. Luci, colori, spazi, disimpegni e posizioni dell’arredo fanno parte del concetto di usabilità e abitabilità che non devono essere mai messi da parte rispetto alla convenienza. Per la casa è sempre meglio optare per la qualità perché assicura una maggior durata nel tempo migliorandoci la vita.

I dettagli che faranno la differenza nel tuo bagno

Un tempo surclassata dagli altri ambienti della casa, oggi la stanza da bagno ha assunto centralità nelle nostre vite, in particolar modo data la notevole importanza che viene attribuita all’immagine e all’apparenza nella nostra società. L’uso del termine stanza non è casuale, anzi serve per mettere in luce la crescente importanza che viene attribuita a questa zona della casa.

Il bagno diventa quindi espressione di noi stessi, della nostra personalità, pertanto è fondamentale prestare attenzione a ogni minimo particolare durante il suo allestimento, senza dimenticare di ottimizzare il lato funzionale di questo luogo, spesso offuscato dalla troppa attenzione che viene dedicata al versante puramente estetico. Un giusto equilibrio che può essere raggiunto per esempio mediante l’adozione di adeguati accessori per il bagno.

Il ruolo sociale del bagno ai nostri giorni

L’interesse per la cura della persona, per la bellezza e la salute hanno ridefinito senza dubbio il ruolo del bagno, portando implicazioni anche sulla scelte che guidano alla costruzione di questo ambiente. Già con la fine del secondo dopoguerra, il bagno cominciò a essere considerato uno spazio volto a esaltare l’individuo e andava a delinearsi di conseguenza un’offerta differenziata di accessori e altre attrezzature per arredarlo. Questo avvenne perché fino a quel momento non esisteva un vero e proprio mercato relativo a questa zona della casa, per cui in molti hanno deciso di investirci per dare voce alle esigenze differenti che la clientela, sempre più diversificata, esprimeva.

L’occhio di riguardo nei confronti di questo spazio ha fatto sì che nelle famiglie crescesse la necessità di averne anche più di uno.

Molti oggetti da bagno hanno subito delle evoluzioni nel corso del tempo e, accanto alle loro vecchie forme, se ne sono delineate di nuove. Per citare un esempio di come questi elementi siano cambiati basti pensare ai lavabi, che sono passati dall’essere sorretti da colonne in ceramica, all’essere realizzati in pietra ed essere poggiati su ripiani in legno.
Un altro oggetto che ha subito un cambiamento radicale è lo specchio, che ha visto aumentare le sue dimensioni a dismisura, proprio in ragione dell’attenzione che viene attribuita al visuale nella nostra epoca. Seguendo questa linea, gli ambienti sono inoltre diventati sempre più luminosi e spaziosi, dotandosi anche di speciali sistemi di illuminazione per creare una luce soffusa e riposante in modo tale da consentire il totale benessere e relax della persona.

L’apparenza incanta

Ciascun elemento d’arredo, accessorio, strumento risulta fondamentale nell’espressione del proprio essere e nel raggiungimento di una precisa atmosfera, elevando il ruolo del bagno non più semplicemente a uno spazio di servizio, ma a un vero e proprio ambiente tematico in linea con il lifestyle di chi abita la casa. L’attenzione al dettaglio diventa perciò linfa vitale nel corso della sua progettazione, in linea con una precisa ricerca estetica nella scelta del design dell’arredamento e degli accessori, in grado di conferire unicità ed esclusività all’ambiente, senza trascurare l’aspetto innovativo.

Come accennato già in precedenza però, l’armonia senza il comfort e la funzionalità perde tutto il suo senso.

Lo spazio è denaro

La funzionalità è un requisito indispensabile da rispettare, in quanto spesso il bagno non è un ambiente molto grande, al cui interno vanno inseriti innumerevoli componenti. Per questo motivo è consigliabile utilizzare accessori bagno da muro per risparmiare quanto più spazio possibile.
Il portasciugamani, per esempio, può essere fissato alla parete secondo differenti modelli come la barra, il gancio, l’anello, in modo tale da lasciare spazio libero a terra. L’uso di un portasciugamani da terra è consigliabile solo nel caso si disponga di un ambiente ampio: per quanto possa essere una soluzione elegante, l’appoggio a terra può risultare scomodo per afferrare gli asciugamani che possono trovarsi distanti rispetto al loro sanitario di riferimento. La praticità può essere mantenuta anche rispetto al porta carta igienica, che viene per questo motivo frequentemente fissato alla parete per poter essere sostituito in qualsiasi momento. Il modello più funzionale all’utilizzo è quello a barra orizzontale, solitamente ricoperto da una struttura di plastica, di metallo o ceramica in armonia con lo stile e le cromature del bagno. In relazione al porta carta igienica, non va dimenticato il porta scopino, spesso considerato un elemento neutrale, ma la cui scelta in realtà andrebbe considerata in rapporto allo stile del bagno. La scelta può ricadere su un modello da terra o uno fisso da parete, a seconda delle esigenze che si ritengono più consone alla fisionomia dell’ambiente.

Nella zona lavabo ci sono due accessori che spesso vengono venduti insieme come se fossero un set: il portasapone e il porta spazzolini. A seconda della conformazione del lavabo, possono essere fissati a muro o appoggiati su di esso. La prima scelta viene adottata soprattutto in presenza di lavabi a parete, mentre la seconda nel caso in cui il lavabo venga collocato su mobili spaziosi su cui è quindi possibile collocare questi accessori. Il porta sapone si presenta ormai sempre più spesso sotto forma di dispenser, in quanto più facile da pulire dai residui di sapone. I porta spazzolini vengono ormai realizzati nei modelli più svariati, ne esistono alcuni molto versatili e pratici come quelli a ventosa che sono spostabili a piacimento, oppure quelli che si possono fissare a muro con il silicone senza forarlo.

Il portabiancheria è un oggetto che deve essere pratico e capiente: esistono modelli dotati di divisori che consentono di suddividere i capi in base al loro colore, per rendere più immediata la selezione del bucato per il lavaggio. Sceglierne uno con le ruote o con delle maniglie può essere utile nel caso in cui la lavatrice non dovesse trovarsi nella stessa stanza del bagno, consentendo facilmente il trasporto della biancheria.

Per acquistare facilmente questi elementi esistono ormai numerosi siti con sezioni specifiche per la vendita online di accessori per il bagno, i quali spesso offrono set di componenti già assemblati per semplificarne la scelta.

Amianto: la situazione in Italia

Il problema della tossicità dell’amianto e dei prodotti derivati è stato messo in evidenza già a metà degli anni ’60, ma legislazione italiana è stata estremamente lenta della sua risposta e per lunga parte poco efficace nella risposta, sia per quanto riguarda i censimenti che la realizzazione degli impianti e dei siti di stoccaggio.

A partire dalla sua messa al bando nel 1992 e l’interruzione della produzione di materiali come l’Eternit, la situazione delle bonifiche non è delle più rosee perché la risposta delle istituzioni e dei cittadini è stata lenta e tardiva e in alcuni casi situazioni a rischio vengono completamente ignorate.

I censimenti

Il censimento delle strutture contenenti amianto non si è rivelato molto efficace, perché dai dati risulta che a quasi 30 anni dall’approvazione della legge per la rimozione del contaminante dagli edifici, la bonifica ha interessato a malapena il 2% degli immobili stimati.

Attualmente sono meno di 7000 su totale di 370.000 le immobili contenenti eternit e amianto ad essere stati trattati, e molti edifici pubblici non hanno ancora subito un controllo, nonostante la normativa sia in vigore da parecchi anni.

Il problema principale è che l’inerzia colpisce indifferentemente sia il pubblico che il privato, e ambedue sembrano ignorare l’estrema gravità della situazione.

Esistono quasi 58 milioni di metri quadri di coperture in eternit, la maggior parte delle quali si trovano in edifici privati, in molti casi in abbandono e in pessime condizioni di conservazione. L’eternit, infatti, a dispetto del nome, se sottoposto alle intemperie si sfarina e disperde le fibre in aria.

Moltissime delle coperture segnalate o note non sono ancora state bonificate e neppure trattate con la schiuma per stabilizzate almeno temporaneamente.

Quindi è bene, in primis, contattare un’azienda specializzata nella rimozione di Amianto e FAV (Fibre Artificiali Vetrose), infatti, spesso dove si trova l’amianto, si riscontra anche la presenza di Fibre Artificiali Vetrose.

Il rischio amianto per la Salute

Purtroppo a fianco di questi numeri troviamo quasi 22.000 casi di mesotelioma maligno, con oltre 6.000 morti all’anno. La distribuzione vede in testa la Lombardia, soprattutto per l’alta densità di fabbriche costruite a cavalo degli anni ‘50 e ‘60, seguita di poco dal Piemonte rispettivamente più con più di 4.200 casi è 3.600.

Altre regioni pesantemente colpite sono Liguria, Emilia Romagna, Veneto e Toscana, con cifre più basse ma comunque sia allarmanti, specie se stimate in base al numero di abitanti. La Liguria in questo caso è una delle regioni più a rischio.

Per il sud le situazioni peggiori si riscontrano in Sicilia e Campania, anche se la casistica qua è molto più bassa a causa della bassa industrializzazione. I dati per il Centro Sud, compreso il Lazio sono frammentati e poco attendibili. Alcune regioni addirittura non hanno ancora recepito il piano per la bonifica e su molte zone non ci sono neanche notizie attendibili da parte delle istituzioni e delle ARPA.

La mappatura del territorio è stata fatta soltanto maniera superficiale e parziale, spesso trattando le sole strutture pubbliche. Purtroppo però una grossa parte del sommerso dell’amianto riguarda strutture abitative private, sulle quali spesso non ci sono notizie, e lo smaltimento abusivo dei manufatti in eternit, di frequente conferiti direttamente in discarica oppure interrati illegalmente.

Gli impianti di smaltimento

Legambiente riporta problematiche relative agli impianti di smaltimento che sono nettamente insufficienti, sia per distribuzione che volumi trattabili.

In alcuni casi le strutture sono bloccate a causa della quantità eccessiva di materiale in entrata e ci sono gravi problemi di stoccaggio, perché l’amianto e l’eternit non si possono semplicemente accatastare in attesa del trattamento, ma occorrono impianti che rispettino condizioni estremamente stringenti per poter essere considerati idonei.

5 mosse per risparmiare quando si paga il mutuo

Impara a scegliere

La scelta dei prodotti per la casa diventa sempre più vasta e le pubblicità, spesso invasive, tentano di convincerci dell’ennesimo prodotto imperdibile in grado di fare la differenza. Avere meno prodotti per la pulizia non solo aiuta a risparmiare soldi e spazio utile, ma ti consente di migliorare la tua organizzazione di casa e avere subito a portata di mano ciò che ti serve, senza eliminare la qualità.

Punta sui prodotti che riescono a sconfiggere lo sporco davvero e sono utilizzabili in più ambiti, come la microfibra, che acchiappa la polvere, si può lavare ed è riutilizzabile.

Sfrutta bene la tecnologia

Fatta eccezione per abiti da lavoro usati nei cantieri o molto sporchi e per le macchie ostinate, la maggior parte del bucato può essere trattata con un programma veloce a 30°: la durata è all’incirca 30 minuti. È un’ottima abitudine far partire la lavatrice di sera oppure la mattina prima di uscire, in modo da ritirare e piegare il bucato asciutto immediatamente, evitando di lasciarlo esposto alla polvere. La pulizia della lavatrice è importante: periodicamente basta fare un lavaggio a vuoto con l’aceto, pulire il filtro e le guarnizioni. Non soprassedere sulla riparazione di frigoriferi e condizionatori quando iniziano a fare faville, altrimenti potresti essere costretto a doverne comprare uno nuovo all’improvviso. Allungare la vita del prodotto, oltre ad essere una scelta green, è anche piuttosto economico!

Riduci gli acquisti

Meno prodotti per pulire, scelti con più attenzione: ecco la chiave per guadagnare spazio utile sulle mensole, risparmiare soldi e ottenere maggior qualità.

Per pulire il piano da lavoro della cucina o il tavolo in marmo basta l’aceto bianco, efficace e a prova di alimenti, usato anche nelle cucine degli chef. Oggi esistono ricariche ecologiche, utilizzabili dalla cucina al bagno, che potrai versare nel vecchio flacone spray.

Come insegnano le nonne, esporre cuscini e coperte sul davanzale, quando è possibile, è un’ottima abitudine, perché luce e aria aperta asciugano l’umidità, combattendo gli acari. Per pulire il materasso usa bicarbonato e una spazzola vecchia.

La spesa intelligente

Impara a ridurre, e con il tempo eliminare, l’acquisto di prodotti già pronti: sono più costosi e non possono avere la stessa qualità che sceglieresti tu. Molti piatti, come pasta, cordon bleu o polpette, in realtà non sono difficili, ma dobbiamo imparare a ricavare tempo e pazienza almeno per i primi esperimenti. Il gusto sarà totalmente diverso.

Evita di congelare pasta e riso; invece carne, zuppe, sughi e verdure possono essere riposti in freezer in modo da averli subito pronti quando ti servono.

Sfrutta i mercati cittadini per conoscere i produttori locali e la tua spesa di frutta e verdura conoscerà un significativo miglioramento. Più vegetali di stagione, prezzi più bassi, maggior bontà.

Meno oggetti, meno sprechi

La cultura dell’usa e getta ci ha portato a comprare quantità sempre più ingenti di oggetti… e sprecare ancora di più! Sostituire i tovaglioli con il modello tradizionale in cotone, che fino a pochi anni fa ogni mamma aveva, può essere una buona idea. Ognuno terrà il suo tovagliolo per alcuni giorni: chi ama ricamare può aggiungere una piccola iniziale per riconoscere il proprio. Tovaglia di stoffa, sacchetti in nylon da tenere in borsa, flaconi e recipienti in vetro da riciclare aiutano a risparmiare e dare una mano all’ambiente: sì, in effetti non saranno nuovi e perfetti come un oggetto appena acquistato, ma forse è proprio questo che dobbiamo imparare.

Irrigare il proprio prato correttamente

Sono molte le persone che si chiedono come irrigare il prato, ma questa è una domanda difficile a cui rispondere in quanto dipende da molti fattori, l’importante è capire i bisogni del prato stesso. Ecco allora come irrigare il proprio prato correttamente.

Come applicare l’acqua quando si innaffia il prato

C’è una regola importante da tenere sempre a mente: non applicare mai l’acqua ad una velocità maggiore rispetto alla capacità con cui il terreno può assorbirla. E questo è molto importante quando si tratta di innaffiare il prato.

La capacità di un suolo di assorbire l’acqua e l’umidità è direttamente proporzionale alle sue caratteristiche fisiche. Le proprietà fisiche del suolo che regolano l’infiltrazione dell’acqua (circolazione dell’acqua nel suolo) sono la sua struttura e il grado di compattazione. Quindi, la dimensione delle particelle del suolo e la loro disposizione influenzeranno sia l’infiltrazione che la ritenzione, nonché la capacità di drenaggio. I terreni argillosi hanno più difficoltà di infiltrazione rispetto ai terreni sabbiosi.

Un altro punto importante che influenza la capacità di assorbimento dell’acqua nel terreno è la velocità con cui viene irrigato. Pertanto, dobbiamo bilanciare l’omogeneità e la velocità della spruzzatura con le caratteristiche fisiche del suolo, ossia la sua capacità di assorbirlo.

Ci sono poi diverse soluzioni di impianti per l’irrigazione del prato, dipende molto dalla dimensione del proprio prato.

Quanta acqua bisogna applicare quando si innaffia il prato

La quantità di acqua da applicare sarà determinata da diversi fattori, come l’umidità esistente in quel momento nel terreno, la sua capacità di trattenere l’acqua e la capacità di drenaggio.

La capacità di ritenzione sarà decisiva per calcolare la quantità di acqua da fornire (non è la stessa per un terreno argilloso come per uno sabbioso).

Un principio fondamentale per determinare la quantità di acqua da applicare è se questa arriva alla fine dell’apparato radicale o se ferma in superficie: nel primo caso le annaffiature dovranno essere frequenti e abbondanti, contrariamente dovranno essere brevi e frequenti.

Il drenaggio dei terreni è fondamentale, altrimenti s rischia di avere terreni inondati di acqua che portano molti problemi.

Con quale frequenza di irrigazione va innaffiato il prato

La frequenza di irrigazione del prato è determinata dal tipo di composizione del tappeto erboso, la resistenza alla siccità, le caratteristiche fisiche del terreno che come abbiamo già visto non sono le stesse per i diversi tipi di terreni (argillosi e sabbiosi); le condizioni climatiche, ovvero precipitazioni, umidità, temperatura, vento, neve, etc.

Un fattore molto importante per quanto riguarda la frequenza di irrigazione, è quello di irrigare il prato quando le foglie iniziano ad appassire (avvolgimento, cambio di colore, comparsa di macchie gialle o marroni), tranne nei prati appena piantati che devono rimanere umidi per favorire la germinazione delle piante.
L’abuso della frequenza di irrigazione implica una saturazione dello strato superficiale del terreno, di conseguenza le radici tendono a svilupparsi male in questa zona ed essere brevi e deboli; inoltre, il prato ne risentirà ed avrà bisogno di irrigazioni sempre più frequenti ed abbondanti.

Le attrezzature usate per l’irrigazione del prato

L’attrezzatura per l’irrigazione deve fornire acqua in modo uniforme, cioè la stessa quantità in tutti i siti. Per sapere quali sono le aree del prato che hanno bisogno di più o meno acqua, basta posizionare dei vasetti forati pieni d’acqua della stessa dimensione lungo la linea di irrigazione.

Dopo alcune ore, controllare se la quantità d’acqua nei vasetti è la stessa in tutti i punti. Se alcuni vasetti sono più vuoti degli altri, vuol dire che in quella zona del terreno c’è bisogno di una quantità d’acqua maggiore. In questo caso, bisogna usare degli irrigatori mobili, altrimenti si possono usare anche quelli fissi.

Stop Germ

Molti forse non lo sapranno, ma sullo spazzolino da denti possono depositarsi tantissimi germi e batteri, specie se non si pulisce a dovere. Stop Germ è un dispositivo portatile altamente efficace, che non necessita di spine e sterilizza gli spazzolini in pochissimo tempo.

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Aspetto esteriore

Stop Germ si presenta come una semplice scatolina lunga 21 centimetri e non più larga di 5.
Il fondo è cromato, mentre il coperchio è trasparente per consentire di visualizzare l’accensione della piccola lampada UV. Risulta molto utile anche per il trasporto in una borsetta.

Come funziona

Questo dispositivo è compatibile con tutti gli spazzolini manuali, nonché con le testine di numerosi modelli elettrici.

Basterà posizionare lo spazzolino nell’apposito alloggiamento, dopo averlo risciacquato bene con acqua, e richiudere il coperchio per attivare automaticamente la piccola lampada UV.

Le radiazioni ultraviolette, che hanno una lunghezza d’onda inferiore a quella visibile dall’occhio umano, infatti, notoriamente hanno capacità disinfettanti e vengono spesso impiegate nell’industria alimentare o per depurare l’acqua. La luce blu, una volta accesa, impiegherà solo 6 minuti per sterilizzare le setole del vostro spazzolino e potrete riutilizzarlo senza timore che possano esservi rimasti batteri fautori d’infezioni alla bocca.

La batteria, di lunga durata, si trova nella parte inferiore della confezione.

Recensioni e riconoscimenti 

Stop Germ è stato sia testato che approvato dalla FDA, ovvero la Food and Drug Amministration, l’ente statunitense che regolamenta i prodotti alimentari e farmaceutici. Lanciato sul mercato nel 2017, ha ricevuto riconoscimenti quali Miglior Sterilizzatore per Spazzolino sia nell’anno di uscita che in quello successivo e il WL Awards 2018. Chi l’ha utilizzato ne sottolinea l’estrema efficacia e facilità d’uso, oltre alla sensazione di avere una bocca più sana e un alito che risulta più fresco: ne trae beneficio tutta la famiglia.

Per ordinarlo, bisogna andare sul sito del produttore stesso, per evitare imitazioni del prodotto e compilare l’apposito modulo online.

Stop Germ arriverà a mezzo corriere entro 3 giorni lavorativi al massimo e vi sarà consegnato con uno spazzolino manuale in omaggio. Potrete effettuare il pagamento, di soli 49 euro in offerta, tramite le principali carte di credito o prepagate oppure direttamente in contrassegno.  

Compila il modulo per acquistarlo.