I consumi e i costi del bioetanolo per camini

Sia che tu abbia installato un camino a bioetanolo nella tua casa o semplicemente che stai considerando di investire in questa moderna tecnologia ti starai domandando se sono costosi i camini a bioetanolo oppure no, che difficoltà ci sono nel gestirli e quanto sia conveniente effettuare tale acquisto con tranquillità.

Dopotutto quando pensi al classico camino, il fuoco tradizionale intendo, il tuo cervello collega direttamente il combustibile solido quindi la legna, il carbone o semplicemente il legname alla manodopera coinvolta nella gestione di questo tipo di fuoco e quindi tempo-fatica-energia.

Chiaramente qui parliamo di un alternativa elegante e moderna al classico camino con fuoco tradizionale, parliamo di un camino a bioetanolo studiato sopratutto dal punto di vista del design. Il camino a bioetanolo è parte di una famiglia di strumenti nati per ambienti domestici e commerciali ma in veste moderna.

Quanto sono costosi da gestire i camini a bioetanolo?

Il camino a bioetanolo è tra i più moderni ed eleganti progetti di riscaldamento, è l’opzione ideale per tutte le case ma effettivamente c’è da valutare anche il costo di quanto un camino a bioetanolo può influire e può costare.

Ci sono due punti fondamentali da valutare per ottenere il vero consumo di un camino a bioetanolo:

  1. Il prezzo di questo combustibile. A seconda del prezzo che pagherai il bioetanolo questo incide pesantemente sul costo complessivo di energia termica per riscaldare il tuo ambiente.
  2. Potenza della fiamma. A seconda di quanta potenza dai alla fiamma questa influenzerà il consumo di combustibile e chiaramente incide sul costo complessivo.

Ci sono altre piccole caratteristiche da prendere in considerazione per capire quanto e cosa influisce sul costo di un camino a bioetanolo.

La qualità del carburante è fondamentale: bassa qualità = alti costi. Paradossalmente potrebbe sembrare che pagare poco o molto poco il bioetanolo sia un’ottima soluzione per risparmiare, in realtà va valutata la resa del combustibile.

La qualità del camino: un prodotto a basso budget sicuramente incide sulla qualità della fiamma e quindi sulla resa.

La dimensione della fiamma:  più la potenza dell’erogatore è ampia più il consumo del cammino sarà alto.

Approfondiamo insieme questi tre particolari del perché e del come la qualità del carburante, la qualità del cammino e la dimensione della fiamma siano fondamentali per capire e quantificare il consumo di bioetanolo in questo genere di camini.

Quando parliamo di qualità intendiamo ricordarvi che sul mercato esistono molti tipi di carburanti spesso quelli economici sono più infiammabili di quelli di qualità superiore. Questo oltre che creare una velocità di combustione maggiore che potrebbe sembrare positivo, al contrario aumenta il consumo in quanto con la stessa quantità il potere energetico erogato nello stesso periodo è maggiore.  

Inoltre questa erogazione così rapida mette a repentaglio i materiali con cui è costruito il camino.

Fondamentale è la dimensione del bruciatore all’interno del cammino: un bruciatore più grande crea una fiamma molto più grande e di conseguenza il consumo del carburante aumenta in modo esponenziale.

Chiaramente questo tipo di erogazione porterà un maggiore calore, una maggiore potenza di calore e quindi un riscaldamento maggiore, ma alla lunga un consumo superiore di 2-3 volte.

La dimensione della fiamma probabilmente è il maggior motivo di consumo di questo genere camini. Quando parliamo di un prodotto di qualità, parliamo di un prodotto che possiede un componente fiamma che ha la possibilità di essere regolata con lo scopo di regolare la dimensione della fiamma. 

Tutto questo perché: semplice scegliamo di acquistare un camino a bioetanolo per risparmiare nei consumi, per aumentare l’efficienza e soprattutto per rendere la nostra struttura in linea con un design moderno.

L’atmosfera e l’estetica di una stanza possono essere convertiti in un’oasi di tranquillità e stile con una semplice aggiunta: un camino a bioetanolo od una stufa a bioetanolo.

Possedere un camino a bioetanolo ti permette di avere un punto focale fondamentale all’interno di una stanza: il proprietario della casa e gli occhi di ogni ospite sarà attratto da questo pezzo; una vera dichiarazione di architettura per interni.

Ora valuta qual’è la giusta potenza e la giusta qualità per il tuo camino a bioetanolo e decidi quanto deve consumare il tuo camino.

Come fare la disdetta Telecom

Telecom Italia, anche denominata Tim, è un’azienda che offre servizi di telefonia fissa, telefonia mobile, telefonia pubblica, telefonia IP, Internet e televisione via cavo. Nonostante le numerose promozioni proposte ai clienti, è possibile che l’utente voglia disdire il contratto. Vediamo alcuni casi e quali passi occorra compiere.

Disdetta Telecom entro 14 giorni

È possibile fare la disdetta Telecom entro 14 giorni dalla data di sottoscrizione del contratto, senza alcuno costo o pagare nessuna penale, esercitando cosiddetto diritto di ripensamento. Per esercitare il diritto di ripensamento occorre chiamare il servizio clienti Telecom Italia 187, chiedere all’operatore a quale indirizzo o a quale numero di fax inviare la tua richiesta di recesso, spedire poi la richiesta tramite raccomandata A/R o fax, specificando che si vuole recedere dal servizio Telecom e la data in cui è stato attivato, attendere di ricevere il rimborso da parte di Tim di eventuali pagamenti, che dovranno essere restituiti entro 14 giorni dalla richiesta di annullamento del contratto

Disdetta Telecom per cambio operatore 

Per effettuare la disdetta Telecom, per cambio operatore, è necessario contattare il servizio clienti del nuovo provider e comunicare il codice di migrazione presente sulla bolletta Tim. Sarà il nuovo operatore a gestire il passaggio, che avviene generalmente in 10 giorni.

Disdetta Telecom per cessazione della linea telefonica

Se si vuole cessare la linea telefonica, occorre chiamare il servizio clienti Telecom 187, per sapere a quale indirizzo spedire la richiesta. È necessario poi mandare una raccomandata A/R all’indirizzo fornito dall’operatore, richiedendo il recesso dal contratto Telecom (va allegata una copia della carta d’identità alla raccomandata). Andranno pagati quello che manca dell’offerta internet Telecom attivata, i costi di disattivazione e i costi di attivazione se non è mantenuta attiva abbastanza a lungo. Vanno restituiti gli eventuali dispositivi in comodato d’uso. Infine, si dovrà attendere 30 giorni, perché il recesso del contratto Telecom sia effettivo.

Modulo disdetta Telecom Italia

Per disdire il contratto Telecom occorre spedire una raccomandata A/R. Per facilitare la procedura, Tim mette a disposizione dei moduli per la disdetta, che andranno scaricati dal sito dell’azienda, stampati, compilati e inviati.

Dove mandare la disdetta Telecom Italia

La raccomandata di disdetta Telecom per cessazione della linea telefonica va spedita con raccomanda A/R a Tim Servizio clienti residenziali, casella postale 111, 00054 Fiumicino (Roma).

Per il passaggio a un altro operatore l’indirizzo è Tim Servizio clienti residenziali, casella postale 123, 00054 Fiumicino (Roma). Solo in caso di recesso entro 14 giorni è possibile inviare la disdetta con fax al 800.000187.

I costi della disdetta di un contratto Telecom Italia

La disdetta di un contratto Telecom, prima della naturale scadenza, ha dei costi variabili.

Se si effettua un passaggio a un altro operatore il costo è di 35 euro. In caso di disattivazione della linea è di 49 euro. Se il contratto sottoscritto ha un vincolo di 24 mesi e viene effettuato il recesso prima della scadenza prevista, si dovranno pagare in un’unica soluzione le rate rimanenti non pagate.

Disdetta Telecom Italia per decesso abbonato

Se l’intestatario dell’utenza è deceduto, occorre inviare a Tim una raccomandata A/R usando il modulo che l’azienda mette a disposizione sul sito internet. Nella raccomandata vanno indicati:

  • numero di telefono completo oggetto di cessazione
  • un recapito telefonico per eventuali comunicazioni
  • un indirizzo alternativo dove poter spedire un’eventuale fattura di chiusura
  • la data della richiesta e la firma del richiedente

La documentazione va inviata a Tim Servizio clienti, casella postale 111, 00054 Fiumicino (Roma). Andranno allegati un’autocertificazione indicante il decesso dell’intestatario e una copia del documento di identità dell’erede che effettua la richiesta.

Come eseguire la disdetta a Fastweb

Fastweb è un’azienda italiana di telecomunicazioni, del gruppo svizzero Swisscom, specializzata nella telefonia terrestre e nelle connessioni a banda larga e 4G sotto la rete Tim. È uno dei principali operatori della Penisola. Nonostante le tante offerte vantaggiose l’utente ha, qualche volta, la necessità di disdire il contratto. Andiamo a vedere tutte le informazioni necessarie a effettuare la disdetta a Fastweb.

Disdetta a Fastweb entro 14 giorni dalla sottoscrizioni del contratto

In base al Codice del consumo, si ha la possibilità di recedere dal contratto, se firmato al di fuori da locali commerciali, entro 14 giorni dalla sottoscrizione senza pagare alcuna penale. La prima cosa da fare, quindi, è quella di scaricare il modulo di disdetta Fastweb, compilarlo e inviarlo tramite raccomandata a/r all’indirizzo Fastweb S.p.A – Casella Postale 126 – 20092 Cinisello Balsamo (MI).
Chi ha un indirizzo di posta elettronica certificata (Pec) può inviarlo a fwgestionedisattivazioni@pec.fastweb.it

.Per effettuare il recesso entro 14 giorni dalla sottoscrizione del contratto è anche possibile contattare il servizio clienti al numero 192193 o recarsi direttamente in un negozio Fastweb.

Disdetta Fastweb prima della scadenza del contratto

La durata dei contratti sottoscritti è, generalmente, di 12 mesi. Se il cliente effettua la disdetta prima della scadenza naturale del contratto, deve pagare i costi di disattivazione, che variano in base all’offerta precedentemente sottoscritta.

Per iniziare, la richiesta di disdetta va spedita con raccomandata all’indirizzo Fastweb S.p.A – Casella postale 126 – 20092 Cinisello Balsamo (Mi).
Viene solitamente presa in carico entro 30 giorni dalla ricezione
Al modulo, debitamente compilato, va allegata la copia di un documento di identità valido. In alternativa, è possibile effettuare la disdetta con Pec, inviando il modulo alla posta elettronica certificata di Fastweb fwgestionedisattivazioni@pec.fastweb.it.

Sia in caso di disdetta alla scadenza del contratto, sia in caso di recesso, prima della scadenza del contratto, Fastweb ha diritto di ottenere il pagamento di un importo per il ristoro dei costi sostenuti, compresi gli eventuali costi da recuperare in relazione ai terminali. In particolare, per la dismissione del servizio di telefonia fissa, è previsto un costo di 29,95 euro. Inoltre, c’è l’obbligo di restituire tutti i dispositivi noleggiati o in comodato d’uso entro 45 giorni dalla cessazione del contratto.

Disdetta Fastweb alla scadenza annuale del contratto

Se il contratto è in scadenza, la durata è generalmente di 12 mesi, e il cliente non vuole il rinnovo automatico, è indispensabile inviare una comunicazione a Fastweb. Il modulo della richiesta, debitamente compilato, va inviato all’indirizzo Fastweb S.p.A – Casella Postale 126 – 20092 Cinisello Balsamo (MI) tramite raccomandata a/r, almeno 30 giorni prima della scadenza. Altrimenti è possibile trasmettere il modulo della richiesta con posta elettronica certificata a fwgestionedisattivazioni@pec.fastweb.it.

Disdetta Fastweb per modifica delle condizioni contrattuali

Secondo il Codice delle comunicazione elettroniche, gli abbonati hanno il diritto di recedere dal contratto, senza penali, all’atto della notifica di proposte di modifiche delle condizioni contrattuali. Fastweb deve quindi informare, con almeno un mese di preavviso, i suoi clienti delle eventuali variazioni contrattuali e del loro diritto di recedere dal contratto, senza penali, qualora non accettino le nuove condizioni. Gli utenti possono recedere dal contratto o fare il passaggio a un altro operatore senza i costi di disattivazione se, il tutto, avviene nei 30 giorni successivi alla ricezione della comunicazione. Il consumatore deve trasmettere a sua volta una comunicazione specificando come causale del recesso la modifica delle condizioni contrattuali.

Disdetta Fastweb per disservizi

In caso di disservizi, è possibile presentare una richiesta di risoluzione del contratto. In questo modo, non solo è possibile richiedere la disattivazione dell’abbonamento ma anche il rimborso delle eventuali spese sostenute e il risarcimento del danno. Occorre, ovviamente, fornire le prove del disservizio. Per chiedere la risoluzione del contratto, è necessario inviare la richiesta tramite raccomandata a Fastweb S.p.A., Casella postale 126 – 20092 Cinisello Balsamo (MI); o con una pec all’indirizzo di posta elettronica certificata di Fastweb fwgestionedisattivazioni@pec.Fastweb.it.

Disdetta e dispositivi in comodato

Se il consumatore ha sottoscritto un contratto con Fastweb che prevede il comodato d’uso di dispositivi come il modem, il router, la parabola, è necessario spedirli, restituendoli integri e non danneggiati in caso di disdetta. Gli apparati vanno riconsegnati entro 45 giorni dalla data di disattivazione dei servizi da parte di Fastweb. Risulta essere possibile effettuare la restituzione degli apparati, a seguito di una comunicazione di Fastweb contenente i dettagli sulle modalità di riconsegna. 

Solo a seguito della ricezione della comunicazione, che viene inviata tramite Sms e mail, è possibile restituire gratuitamente i dispositivi tramite Poste Italiane. Nella comunicazione inviata da Fastweb tramite mail è presente il link alla lettera di vettura da utilizzare per restituire gratuitamente i dispositivi tramite Poste italiane. Se i dispositivi non vengano restituiti entro 45 giorni dalla cessazione del contratto, vengono addebitati ulteriori costi, che vanno da un minimo di 10 euro a un massimo di 110,92 euro.

Passaggio da Fastweb verso un altro operatore

Se un utente vuole cambiare operatore telefonico può farlo. Al nuovo operatore, che gestirà l’intera procedura, occorrerà comunicare il codice di migrazione che si trova sulla bolletta Fastweb. Il passaggio avviene generalmente in 10 giorni lavorativi.

Disdetta Vodafone

Vodafone è una multinazionale, tra le più importanti a livello mondiale, che offre servizi di telefonia mobile, telefonia fissa e connessione internet. In Italia è tra i principali operatori del settore. Il terzo per telefonia mobile, il secondo per telefonia fissa.

Sebbene offra numerosi promozioni, i consumatori possono trovarsi nella necessità di rescindere il contratto.  Andiamo a vedere alcuni casi di disdetta di un contratto Vodafone.

Disdetta Vodafone entro 14 giorni dalla sottoscrizione

In base al Codice del consumo, i clienti hanno il diritto di disdire il contratto entro 14 giorni dalla sottoscrizione, senza pagare costi aggiuntivi.

La richiesta va trasmessa con il modello di disdetta Vodafone, debitamente compilato, per raccomandata all’indirizzo Vodafone Italia S.p.A. Casella Postale 109 – 14100 Asti o per Pec (Posta elettronica certificata) a vodafoneomnitel@pocert.vodafone.it.

La disdetta è possibile sia per i contratti relativi alla linea mobile che per quelli relativi alla linea fissa.

Disdetta Vodafone casa Adsl e telefono fisso

Superati i 14 giorni per il diritto di recesso, procedura e costi per la disdetta variano a seconda che si tratti di telefono fisso o cellulare. Per la disdetta di Vodafone casa, ovvero del numero fisso, dell’Adsl e della fibra, ci sono varie possibilità. La prima è la disdetta online, collegandosi al sito dell’azienda nell’area “fai da te”. Si compila e s’invia il modulo. A seguire si viene contattati da un operatore del servizio clienti per completare la disdetta.

Altrimenti, se si è clienti privati, è possibile spedire il modello della disdetta, allegato con una copia del documento d’identità, per raccomandata all’indirizzo servizio clienti Vodafone c/o – casella postale 109 – 14100 Asti.

Se si è invece cliente business o partita Iva l’indirizzo è servizio clienti Vodafone c/o casella postale 190 – 10015 Ivrea.

La disdetta Vodafone può essere effettuata anche usando la Pec, inviando la documentazione a disdette@vodafone.pec.it, se si è clienti privati, o a vodafoneomnitel@pocert.vodafone.it, se si è clienti business o con partita Iva.

I costi della disdetta Vodafone

Variano in base al tipo di servizio.
Per il servizio fibra Vodafone sono 60 euro per la cessazione della linea, 45 euro per il recesso anticipato, 35 euro per il cambio dell’operatore. 

Per il servizio Adsl Vodafone i costi sono uguali per il recesso anticipato e il cambio dell’operatore, mentre per la cessazione della linea sono 70 euro.

Per il servizio telefono fisso Vodafone, i costi sono 40 euro per il recesso anticipato e 40 euro per la cessazione della linea. Se la disdetta avviene prima che siano passati due anni dalla sottoscrizione del contratto, è anche necessario restituire eventuali dispositivi ricevuti dall’azienda.

Disdetta Vodafone per cambio operatore

Se si vuole cambiare operatore e mantenere il proprio numero di telefono, basta contattare il nuovo gestore e fornire il codice di migrazione e i dati dell’intestatario. Sarà il nuovo operatore a gestire la migrazione L’utente deve solo aspettare che l’operazione venga completata, cosa che richiede circa 10 giorni. L’operazione ha un costo di 35 euro. Ovviamente è necessario restituire a Vodafone tutti i dispositivi ottenuti in comodato d’uso.

Disdetta linea mobile Vodafone

Sono previsti due modi per fare la disdetta. Il primo è la disdetta online, collegandosi all’area fai da te presente sul sito Vodafone. Dopo aver effettuato l’accesso, è possibile compilare il modulo disdetta e inviarlo tramite la rete. Si viene poi richiamati da un operatore del servizio clienti, che fornisce le informazioni per completare l’operazione.

Il secondo è l’invio del modulo disdetta Vodafone, per raccomandata, al Servizio clienti Vodafone c/o casella postale 109 14100 Asti, allegando la copia di un documento di identità, se si è clienti privati, o a vodafoneomnitel@pocert.vodafone.it, se si è clienti business o con partita Iva. La disdetta può essere fatta anche attraverso Pec, scrivendo a disdette@vodafone.pec.it, se si è clienti privati, o a vodafoneomnitel@pocert.vodafone.it, se si è clienti business o con partita Iva.

La disdetta può anche essere avviata contattando un operatore del servizio clienti Vodafone. Per parlare con un operatore Vodafone bisogna chiamare il numero 190, se si è clienti privati, o il numero 42323, se si è clienti con Partita Iva. La richiesta deve essere inviata con 30 giorni di preavviso in caso di recesso o richiesta di disattivazione della Sim mobile prepagata o entro 30 giorni prima della scadenza del contratto in caso di disdetta. La Sim viene disattivata entro 30 giorni dalla data della richiesta.
Occorre sottolineare che potrebbero essere previsti dei corrispettivi di recesso anticipato o il pagamento delle eventuali rate residue di un dispositivo associato all’offerta o del contributo di attivazione. Se si ha un’offerta che prevede il pagamento di un dispositivo o del contributo di attivazione a rate, le eventuali rate residue verranno addebitate in un’unica soluzione.

Il modulo di disdetta Vodafone  

Di seguito è possibile scaricare due diversi moduli di disdetta Vodafone. Il primo per disdire un contratto entro 14 giorni dalla sottoscrizione. Il secondo per effettuare la disdetta prima della scadenza.

Come fare la disdetta a Dazn

Dalla stagione 2018-2019 è possibile vedere in diretta streaming e on demand il campionato di calcio italiano e i principali tornei europei sulla piattaforma digitale Dazn. L’offerta di Dazn prevede il primo mese gratis, per testare la qualità del servizio, per poi pagare un abbonamento mensile di 9,99 euro.

Come fare la disdetta a Dazn

Se non si è soddisfatti del servizio è possibile, ovviamente, fare la disdetta a Dazn. Andiamo quindi a vedere quali passi occorre compiere.

Il primo è quello di andare sul sito ufficiale di Dazn per effettuare il login con le proprie credenziali. È necessario poi cliccare sul menu alla voce “il mio account” e successivamente su “disdici abbonamento”. Se si è ancora nel mese di prova si procede con la conferma della disdetta. Se invece il mese di prova è terminato e si sta pagando l’abbonamento, si dovrà selezionare la voce “voglio comunque cancellare”. Dazn chiedere la motivazione della disdetta. Una volta completato questo passaggio, basterà concludere la procedura con “conferma disdetta”.

Disattivare Dazn da smart tv

Se si è scaricata l’app Dazn sulla smart tv, la disattivazione dell’account non è possibile direttamente dall’app. Occorrerà accedere con il proprio account da Pc e seguire la procedura indicata nelle righe precedenti.

Disdetta Dazn da Apple tv, mac, iphone, ipad

Per disattivare l’account Dazn su dispositivi Apple(IoS) con iTunes, occorre accedere a Dazn su iTunes Store, andare sulla voce “account” e poi selezionare “visualizza il mio account”, quindi “abbonamenti” e “gestisci abbonamenti”. Infine, scegliere Dazn e cliccare su “annulla abbonamento”.

Disattivare Dazn da dispositivi Amazon

Se si è scelto di usufruire del servizio di Dazn attraverso il sito o i dispositivi di Amazon, per effettuare la disdetta occorre andare nell’area dedicata alle applicazioni e aprire la “libreria delle applicazioni”. Si entra nella scheda degli abbonamenti e si sceglie la voce “Dazn”. Infine, è necessario cliccare su “gestisci” per deselezionare la voce “rinnovo automatico”.

Mettere in pausa l’abbonamento a Dazn

Dazn offre la possibilità sia d’interrompere l’abbonamento che di metterlo in pausa per un periodo indicato dal cliente, non superiore comunque a 4 mesi. Il periodo di pausa si attiva allo scadere del mese di prova o di abbonamento in corso.

Per mettere in pausa l’abbonamento occorre collegarsi al sito ufficiale di Dazn con il proprio pc ed effettuare il login, inserendo le proprie credenziali. Si accede poi a “mio account” per cliccare su “disdici abbonamento” e, a seguire, su “pausa” indicando la data in cui si vuol far ripartire l’abbonamento. Infine, arriverà una mail di conferma dell’avvenuta messa in pausa al proprio indirizzo di posta elettronica fornita per l’accesso a Dazn.

Come fare la disdetta a Dazn tramite Sky

Per chi è abbonato a Sky con il digitale terrestre la modalità di abbonamento a Dazn è quella con il canone mensile a 7,99 euro invece di 9,99 euro. In questo caso, per effettuare la disdetta al canone, che si rinnova in automatico ogni mese, si può farla senza alcuna penale con un preavviso di almeno 24 ore.
Bisogna andare ad area clienti, sul sito di Sky, e cercare “offerta Dazn”, seguendo la procedura indicata.

Chi è abbonato a Sky con fibra, per la disdetta, deve contattare Sky seguendo medesima procedura da area clienti. Anche gli abbonati Sky con tecnologia satellite, seguiranno medesime indicazioni degli abbonati con fibra.

Il tagliaerba: i criteri di scelta

Il primo criterio da utilizzare per la scelta del tagliaerba riguarda le dimensioni del prato da curare. Per un piccolo prato, con dimensioni inferiori a 100 metri quadrati, anche un modello a spinta può essere l’ideale. Con il crescere del tappeto erboso è meglio fare affidamento su modelli a motore, elettrico o termico a seconda dei casi. Quando il giardino si trasforma in un grande parco la soluzione migliore diviene l’acquisto di un trattorino, o di un tagliaerba semovente.

I tagliaerba elettrici

Un tagliaerba elettrico monta un motore brushless, decisamente molto silenzioso. Questo ci consente di utilizzare il tagliaerba in qualsiasi momento del giorno e della settimana, senza temere di disturbare eccessivamente i vicini. Ne esistono modelli con cavo, che si collegano ad una presa di corrente e consentono di tagliare in modo accurato anche grandi distese di erba. Più il tagliaerba è potente, migliori sono le sue prestazioni: ci permetterà di tagliare l’erba anche quando è diventata molto alta, senza alcun tipo di problema.

Se per il tuo prato desideri anche una certa versatilità e maggiore maneggevolezza scopri i tagliaerba a batteria. Sono modelli elettrici senza cavo, che permettono di spostarsi per tutta la lunghezza del prato, senza l’impaccio di un cavo elettrico. Oggi si possono trovare tagliaerba elettrici che sono consegnati con più di una batteria, cosa che permette di tagliare fino a 800 metri quadrati di prato ininterrottamente.

I tagliaerba termici a spinta

Un tagliaerba elettrico funziona essenzialmente a spinta: è l’operatore a dover fornire il lavoro necessario a spostare l’apparecchiatura lungo il giardino. Lo stesso avviene con i tagliaerba che montano un motore tradizionale a scoppio, o sarebbe meglio dire termico. Questi attrezzi sono decisamente più rumorosi rispetto a quelli elettrici, ma il problema è compensato da una maggiore potenza e da una scelta molto più ampia. I modelli tradizionali non hanno alcun genere di cavo e si possono usare per varie ore, senza che il motore mostri alcun tipo di problema. Consentono di tagliare anche erba molto alta; ovviamente in commercio si trovano vari modelli di tagliaerba termico, con motori più o meno potenti a seconda dei casi. Più è grande il prato da tagliare e maggiore dovrebbe essere la potenza del tagliaerba, oltre che la dimensione della zona tagliata in una singola passata.

Tagliaerba semoventi

Un tagliaerba semovente si sposta in autonomia, mentre l’operatore pensa esclusivamente a dirigerlo. In commercio se ne trovano di due tipologie: alcuni sono del tutto simili ai modelli a spinta, altri si configurano come piccoli trattorini. Anche in questo caso, più è grande il terreno e più è conveniente acquistare un trattorino. Permette infatti all’operatore di sedere sul tagliaerba durante le operazioni di cura del prato. Se si deve tagliare con regolarità un prato di oltre 4.000/5.000 metri quadrati la scelta di un trattorino si rivelerà particolarmente comoda, rendendo il taglio del prato un passatempo divertente e per nulla stancante.

I modelli semoventi da manovrare in modo classico sono ottimi prodotti; il fatto che si spostino da soli toglie parte del peso del taglio del prato all’operatore; quindi anche questi attrezzi sono ideali per chi possiede un grande prato. Solitamente però sono anche molto meno costosi rispetto a un trattorino, se quindi si ha un budget meno importante un tagliaerba di tipo tradizionale è la scelta migliore.

I robot tagliaerba

Negli ultimi anni si sta diffondendo anche l’uso di robot tagliaerba. Ad oggi però queste apparecchiature offrono ancora qualche problematica. Ad esempio la gran parte dei modelli si sposta al meglio solo su terreni pianeggianti, privi di qualsiasi genere di asperità. Inoltre non possiedono un cesto per gli sfalci, si utilizzano infatti per uno sfalcio “continuo”: di fatto sono attivi quasi ogni giorno, in modo da dover rimuovere solo una piccola porzione dei fili d’erba, da lasciar poi cadere a terra.

Come fare la disdetta Tim

Tim è una delle principali aziende italiane di telefonia, Adsl e fibra e, da qualche anno, offre anche servizi streaming con Tim Vision. Se è molto facile sottoscrivere un abbonamento per qualsiasi servizio, lo è meno, anche se non è complicato, disdire un contratto. E anche Tim non fa eccezione.

Andiamo quindi a vedere quali sono i passi da compiere su come fare una disdetta Tim

Come fare una disdetta Tim da telefono fisso

Secondo il Codice di Consumo del 2005, una volta sottoscritto il contratto, nei primi 14 giorni si ha il diritto di “ripensamento”, ovvero è possibile interrompere il contratto senza dover dare giustificazioni e pagare penali. Occorre però inviare il modulo di disdetta Tim con una raccomandata con ricevuta di ritorno, che prevede dei costi.

Se si vuole disdire il contratto prima della scadenza naturale, il modulo apposito, dopo essere stato compilato va spedito per raccomandata con ricevuta di ritorno. Anche in questo caso ci sono dei costi da sostenere.

Alla naturale scadenza del contratto occorre inviare la disdetta. Il modulo adatto per la disdetta, dopo essere stato compilato, va inviato per raccomandata con ricevuta di ritorno, che prevede dei costi.

La disdetta può avvenire con un passaggio a un altro operatore telefonico. In questi casi è sufficiente chiamare il servizio clienti del nuovo operatore, comunicare il codice di migrazione e scegliere una nuova offerta. La conclusione della procedura avviene di solito entro dieci giorni.

La disdetta può avvenire per il decesso dell’intestatario. Il modulo deve essere accompagnato dalla copia di un documento d’identità valido.

Tempi e costi della disdetta Tim

Detto delle modalità di disdetta, veniamo ai tempi e ai costi. La comunicazione di disdetta deve essere inviata almeno con 30 giorni di preavviso, onde evitare problemi. Per quanto riguarda i costi, la disattivazione della linea voce, fibra o ADSL viene 49 euro, mentre per il passaggio ad altro operatore la penale è di 35 euro. I costi sono comprensivi di Iva.

In caso di disdetta da Tim Business, se viene anticipata su un contratto di 24 mesi, la penale da pagare è di 83,33 euro, alla quale aggiungere l’Iva.

Modulo per la disdetta TIM linea fissa

Il modulo, una volta compilato, va spedito, come scritto sopra, per raccomandata con ricevuta di ritorno, almeno con 30 giorni di preavviso.

Modulo per la disdetta Tim mobile

Se si cambia operatore mobile, il nuovo operatore si occuperà di fare tutte le procedure della migrazione. Se si ha un contratto di abbonamento è possibile spedire il modulo della richiesta di cessazione. Ma occorre prestare attenzione, perché, se nell’abbonamento era compreso l’acquisto di uno smartphone a rate, si dovranno pagare in una sola soluzione quelle rimanenti. Nel caso si abbia una ricaricabile e si cambi operatore, è possibile richiedere il trasferimento del traffico acquistato e non goduto.

Modulo per la disdetta del contratto Tim business

È il servizio rivolto a professionisti e imprenditori. La disdetta, debitamente compilata, va inviata almeno con 30 giorni di preavviso e accompagnata con la fotocopia di un documento valido.

Dove inviare con raccomandata le disdette Tim

L’indirizzo in caso di cessazione linea fissa e adsl è

Tim, Servizio Clienti Residenziali,
Casella Postale 111
00054 Fiumicino (RM)

In caso di applicazione del diritto del ripensamento entro 14 giorni con passaggio ad altro operatore, l’indirizzo a cui inviare la raccomandata A/R è 

TIM S.p.A.
Casella Postale 123
00054 Fiumicino (Roma)

Allegati

Tecnologia ed ecologia anche in bagno: scegli una cassetta ad incasso

La ristrutturazione del bagno

Chi si appresta a ristrutturare il bagno sa bene che a volte, soprattutto nella ristrutturazione degli appartamenti più datati, non è sufficiente cambiare i sanitari per dare una svecchiata al look del bagno. Spesso in fase di smontaggio dei sanitari ci si accorge che i tubi sono ammalorati ed è necessario andare a intervenire su tutto l’impianto. La ristrutturazione in questo caso diventa molto più onerosa ma, l’aspetto positivo, è che un impianto sano rimane funzionale per moltissimi anni e il rinnovo completo può essere l’occasione di dare una svolta green anche a questo ambiente della casa.

Vecchie tecnologie vs nuove tecnologie

Moltissime abitazioni costruite fino agli anni 80 infatti utilizzano ancora un sistema di scarico chiamato passo rapido che presuppone l’utilizzo di una leva girevole che regola flusso e durata dello sciacquo del wc. È una soluzione efficace per lo scarico ma utilizza più del doppio dell’acqua che veramente sarebbe necessaria per lo sciacquo del wc.

Se ci si trova nella situazione di dover sostituire le tubature di un impianto ammalorato è opportuno andare a sostituire il sistema obsoleto del passo rapido con una moderna cassetta ad incasso, sicura ed ecologica.

Come tutti sappiamo l’acqua non è una fonte inesauribile e, a differenza dei vecchi sistemi di scarico che sprecano fino a 15 litri di acqua ad ogni scarico, tutte le moderne cassette da incasso consentono di scegliere, impostandolo in fase di montaggio, se scaricare 9 litri (il massimo possibile) oppure 3 litri (minimo per un corretto sciacquo).

Non è da trascurare nemmeno l’aspetto economico. Facendo un veloce calcolo, un passo rapido o una cassetta di scarico esterna consumano circa 300 mq di acqua all’anno, che corrispondono con le attuali tariffe a circa 250€ di spesa. Una cassetta a incasso, grazie al meccanismo che consente di scegliere i litri di scarico per ogni sciacquo, consuma circa 150 mq di acqua all’anno per un totale di 140€: un risparmio non indifferente!

Cassette e sistemi di scarico di qualità

Uno dei marchi leader nella produzione di cassette e sistemi di scarico è l’azienda svizzera Geberit, che dispone di un catalogo molto ampio e di soluzioni per qualsiasi esigenza di ristrutturazione.

È facile perdersi tra i vari modelli di cassette da incasso disponibili sul mercato perché sono tutte diverse e hanno caratteristiche e funzioni diverse. Una soluzione comoda potrebbe essere consultare un rivenditore oppure un sito online. Puoi trovare tutti i tipi di cassetta wc Geberit su acquaclick.com e sceglierli in tutta comodità da casa consultando schede tecniche e disegni illustrativi, sarà più facile trovare il modello giusto per la propria casa!

Vediamo qualche esempio di cassetta con una semplice spiegazione del suo utilizzo:

  • Cassetta da incasso Unica: viene utilizzata per i sanitari a pavimento. È disponibile sia nella versione con spessore 8 cm (il più diffuso in italia) sia con spessore 12 cm (più utilizzato all’estero)
  • Sistema Combifix: viene utilizzato per il montaggio di sanitari sospesi da installare esclusivamente su muri in mattoni o cemento
  • Sistema Duofix: viene utilizzato per il montaggio di sanitari sospesi su muri in cartongesso o simili perché è dotato di un sistema di appoggio a terra integrato che consente di scaricare a pavimento il peso del sanitario.

Sia il sistema Combifix, sia il sistema Duofix oltre alla cassetta di scarico per il wc hanno una gamma completa di moduli di installazione per bidet, lavabo e sistemi di scarico per la doccia a parete perfetti per la realizzazione di scarichi in muratura da rivestire con piastrelle.

Per chi, pur essendo in corso di ristrutturazione, non ha la possibilità di inserire una cassetta di scarico all’interno della muratura, Geberit ha studiato un nuovo sistema: Monolith.

Si tratta di un blocco unico in vetro colorato e metallo che unisce la sicurezza di una cassetta wc Geberit ad un design unico: è un oggetto che lavora come una cassetta esterna ma è in grado di sostenere sanitari sospesi e di adattarsi a scarichi e sistemi di carico dell’acqua.

La manutenzione delle cassette di scarico

Nonostante l’aspetto pulito e minimal che hanno una volta installate, la manutenzione della cassetta Geberit ad incasso è molto semplice: sono dotate di componenti curati e facilmente rimontabili anche dai non addetti ai lavori e sono realizzati con materiali studiati in laboratorio per essere resistenti e durevoli nel tempo. Per migliorare il comfort di utilizzo delle cassette è stato recentemente introdotto il sistema di aspirazione e di igienizzazione Duofresh: ne esistono diversi modelli e possono essere applicati sia in fase di ristrutturazione direttamente all’interno della cassetta, sia in una fase successiva con appositi stick a consumo. Il kitD più completo, con igienizzante ed aspiratore, richiede in fase di ristrutturazione la predisposizione di un collegamento alla rete elettrica in modo che l’igienizzante e l’aspiratore si possano attivare automaticamente ad ogni scarico.

E la placca?

Anche l’occhio vuole la sua parte! Una cassetta ad incasso rimane completamente nascosta all’interno del muro ed esternamente è visibile solamente la placca di scarico, elemento su cui sono stati fatti dei grandi passi avanti dal punto di vista estetico e di uso dei materiali negli ultimi anni.

Se nei primi anni di utilizzo, infatti, la placca era realizzata rigorosamente in plastica bianca, oggi i produttori di cassette realizzano placche cromate, colorate, in plastica o addirittura in vetro impreziosite da un sistema di attivazione a sfioro oppure a infrarossi attivando lo sciacquo semplicemente avvicinando una mano.

Che la scelta ricada su una cassetta ad incasso oppure su un sistema Monolith il risultato di rendere il tuo bagno più ecologico sarà sempre assicurato!

flessibile doccia

Flessibile doccia, guida su come sostituirlo

Il flessibile doccia è un accessorio da bagno che facilmente si logora con facilità e tutto dipende dal suo utilizzo.

Rispetto agli altri tubi, utilizzando quotidianamente il tubo doccia col passare del tempo a causa del calcare, dell’umidità e dai repentini cambi di temperatura dell’acqua può portare a deteriorarlo.

La cosa più opportuna da fare sarà cercare di eseguire una buona manutenzione del tubo flessibile doccia, controllandolo magari con una certa periodicità.

Sostituire il flessibile doccia non è difficile e senza chiamare un idraulico sarà possibile sostituirlo autonomamente!

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  • Tubo esterno :Tutto in acciaio inossidabile 304, garantendo qualità e longevità.(Adotta un connettore standard comune G1 / 2)
  • Tubo interno : composto non tossico, inodore di EPDM, resistenza ad alta pressione,EPDM tubo interno con sette volte prova di resistere...

Flessibile doccia: strumenti necessari per sostituirlo

Una volta che si avrà acquistato un nuovo tubo doccia, una volta rientrati a casa prendiamo la chiave inglese.

E’ opportuno eliminare residui di calcare con un prodotto apposito, naturale se possibile, prima di installare il nuovo tubo flessibile doccia.

Andiamo a svitare l’anello di fissaggio che si colloca nei pressi del rubinetto e facciamo la stessa cosa con il soffione doccia.

Ora applichiamo le due estremità del flessibile nuovo con tanto di guarnizioni ed ecco fatto!

Prezzi ed offerte

I prezzi dei flessibili doccia mediamente si aggirano intorno alla decina di euro. E’ opportuno dare uno sguardo alle varie offerte online in quanto è possibile riuscire a risparmiare qualcosa rispetto che ad un negozio normale!

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Una casa green dalla A alla Z, per un futuro ecosostenibile

Rispetto della natura e dell’ambiente sono tematiche sempre più di moda fra le persone. In pochi anni, tutto ciò che non rientra in un pensiero green, è diventato obsoleto. Non esiste settore della nostra vita che non sia stato toccato da questa rivoluzione, comprese le abitazioni, sia sotto l’aspetto edilizio che quello dell’arredamento. Vediamo insieme come rendere una casa green dalla A alla Z, per un futuro ecosostenibile.

La filiera dell’ecosostenibilità

Vivere in maniera ecosostenibile, significa rendere rispettosi dell’ambiente tutti i gesti della nostra quotidianità. In altre parole, il pensiero green racchiude tutta una serie di comportamenti da adottare e di scelte da effettuare, per ogni oggetto che tocchiamo o azione che mettiamo in atto. Tutto questo perché c’è in gioco il futuro del pianeta e dei nostri figli.

Una quotidianità green passa necessariamente anche dalle nostre abitazioni, sia sotto il profilo edilizio, che quello dell’impiego di energie pulite per la loro alimentazione, fino all’arredamento di interni. Una casa davvero ecosostenibile racchiude tutti gli aspetti citati, così da rendere pulita tutta la filiera.

Elettrodomestici e domotica

Di domotica si sente parlare sempre più spesso. Stiamo parlando di quella scienza la cui finalità è quella di sviluppare nuove tecnologie in grado di migliorare la qualità della vita domestica, o comunque in generale degli edifici. La domotica è una validissima alleata del pensiero green, perché tra i principali benefici concreti che si possono ottenere dal suo impiego, troviamo proprio quello del risparmio energetico.

Evitare gli sprechi infatti, è uno dei primi comportamenti utili ed efficaci volti al rispetto ambientale, e il principale di tali sprechi è proprio l’energia elettrica consumata dagli elettrodomestici obsoleti. Trascurare questo aspetto tra l’altro, non solo non permette alle persone di vivere green, ma incide negativamente anche sul portafogli.

Ognuno degli elettrodomestici presenti nelle nostre abitazioni infatti, appartiene ad una precisa classe energetica, dove la G indica quelli più avidi di energia, e le A e A+ appartengono invece a quei modelli più risparmiosi. Scegliere una classe C rispetto ad una A, significa dover mettere in conto costi in bolletta decisamente più alti, soprattutto se rapportati in un anno. La domotica ottimizza ulteriormente tali elettrodomestici, facendoli dialogare tra loro. Opportunamente programmati infatti, è possibile azionarli solamente nelle fasce orarie più convenienti, così da ottenere un ulteriore risparmio energetico.

Bottiglie di plastica? No, grazie

Le bottiglie di plastica sono particolarmente sotto accusa, perché ritenute tra le maggiori fonti inquinanti del pianeta. Non l’unica, ma sicuramente una di quelle che incide moltissimo. Sotto l’aspetto del marketing, le bottiglie di plastica sono una delle mosse più azzeccate dell’ultimo secolo, in grado di farci percepire un valore dell’acqua acquistata, ben diverso da quello reale. D’altronde l’obiettivo di una campagna è proprio questo, che però si scontra con l’evoluzione del pensiero green odierno.

Proprio recentemente la cronaca ha affrontato la tematica, offrendo una soluzione tanto semplice quanto efficace, ovvero quella di sostituire tali bottiglie con delle più pratiche ed ecologiche borracce di alluminio, riutilizzabili all’infinito. I benefici di un accorgimento simile sono facilmente intuibili: meno plastica da produrre, meno CO2 introdotta nell’ambiente, meno bottiglie da smaltire.

Qualcuno potrebbe obiettare che nonostante l’acqua distribuita dai nostri acquedotti non abbia alcuna controindicazione, perché sottoposta ad un numero altissimo di controlli, questa abbia in alcuni casi un sapore poco piacevole, o comunque che possa presentare dei sedimenti. In alcune situazioni, e soprattutto in alcune zone geografiche, la situazione effettivamente è quella descritta. Ma anche in questi casi, la soluzione è a portata di mano con gli addolcitori o i depuratori H2Optima, la cui funzione è proprio quella di migliorare la qualità dell’acqua. Ma ciò che conta davvero, è la missione: arginare il più possibile il fenomeno della plastica da smaltire, che ha raggiunto dimensioni mai viste prima.

In conclusione: ecosostenibilità e futuro

Ci sono persone che sostengono come quella dell’ecosostenibilità sia solamente una moda. Purtroppo tali persone ragionano in un’ottica a breve termine, senza riuscire a percepire le dimensioni del danno che stiamo apportando al pianeta. Le campagne di sensibilizzazione sono ovviamente utili, esattamente come lo sono le soluzioni fornite. Come detto, è in gioco il futuro dei nostri figli.

Amianto: la situazione in Italia

Il problema della tossicità dell’amianto e dei prodotti derivati è stato messo in evidenza già a metà degli anni ’60, ma legislazione italiana è stata estremamente lenta della sua risposta e per lunga parte poco efficace nella risposta, sia per quanto riguarda i censimenti che la realizzazione degli impianti e dei siti di stoccaggio.

A partire dalla sua messa al bando nel 1992 e l’interruzione della produzione di materiali come l’Eternit, la situazione delle bonifiche non è delle più rosee perché la risposta delle istituzioni e dei cittadini è stata lenta e tardiva e in alcuni casi situazioni a rischio vengono completamente ignorate.

I censimenti

Il censimento delle strutture contenenti amianto non si è rivelato molto efficace, perché dai dati risulta che a quasi 30 anni dall’approvazione della legge per la rimozione del contaminante dagli edifici, la bonifica ha interessato a malapena il 2% degli immobili stimati.

Attualmente sono meno di 7000 su totale di 370.000 le immobili contenenti eternit e amianto ad essere stati trattati, e molti edifici pubblici non hanno ancora subito un controllo, nonostante la normativa sia in vigore da parecchi anni.

Il problema principale è che l’inerzia colpisce indifferentemente sia il pubblico che il privato, e ambedue sembrano ignorare l’estrema gravità della situazione.

Esistono quasi 58 milioni di metri quadri di coperture in eternit, la maggior parte delle quali si trovano in edifici privati, in molti casi in abbandono e in pessime condizioni di conservazione. L’eternit, infatti, a dispetto del nome, se sottoposto alle intemperie si sfarina e disperde le fibre in aria.

Moltissime delle coperture segnalate o note non sono ancora state bonificate e neppure trattate con la schiuma per stabilizzate almeno temporaneamente.

Quindi è bene, in primis, contattare un’azienda specializzata nella rimozione di Amianto e FAV (Fibre Artificiali Vetrose), infatti, spesso dove si trova l’amianto, si riscontra anche la presenza di Fibre Artificiali Vetrose.

Il rischio amianto per la Salute

Purtroppo a fianco di questi numeri troviamo quasi 22.000 casi di mesotelioma maligno, con oltre 6.000 morti all’anno. La distribuzione vede in testa la Lombardia, soprattutto per l’alta densità di fabbriche costruite a cavalo degli anni ‘50 e ‘60, seguita di poco dal Piemonte rispettivamente più con più di 4.200 casi è 3.600.

Altre regioni pesantemente colpite sono Liguria, Emilia Romagna, Veneto e Toscana, con cifre più basse ma comunque sia allarmanti, specie se stimate in base al numero di abitanti. La Liguria in questo caso è una delle regioni più a rischio.

Per il sud le situazioni peggiori si riscontrano in Sicilia e Campania, anche se la casistica qua è molto più bassa a causa della bassa industrializzazione. I dati per il Centro Sud, compreso il Lazio sono frammentati e poco attendibili. Alcune regioni addirittura non hanno ancora recepito il piano per la bonifica e su molte zone non ci sono neanche notizie attendibili da parte delle istituzioni e delle ARPA.

La mappatura del territorio è stata fatta soltanto maniera superficiale e parziale, spesso trattando le sole strutture pubbliche. Purtroppo però una grossa parte del sommerso dell’amianto riguarda strutture abitative private, sulle quali spesso non ci sono notizie, e lo smaltimento abusivo dei manufatti in eternit, di frequente conferiti direttamente in discarica oppure interrati illegalmente.

Gli impianti di smaltimento

Legambiente riporta problematiche relative agli impianti di smaltimento che sono nettamente insufficienti, sia per distribuzione che volumi trattabili.

In alcuni casi le strutture sono bloccate a causa della quantità eccessiva di materiale in entrata e ci sono gravi problemi di stoccaggio, perché l’amianto e l’eternit non si possono semplicemente accatastare in attesa del trattamento, ma occorrono impianti che rispettino condizioni estremamente stringenti per poter essere considerati idonei.

5 mosse per risparmiare quando si paga il mutuo

Impara a scegliere

La scelta dei prodotti per la casa diventa sempre più vasta e le pubblicità, spesso invasive, tentano di convincerci dell’ennesimo prodotto imperdibile in grado di fare la differenza. Avere meno prodotti per la pulizia non solo aiuta a risparmiare soldi e spazio utile, ma ti consente di migliorare la tua organizzazione di casa e avere subito a portata di mano ciò che ti serve, senza eliminare la qualità.

Punta sui prodotti che riescono a sconfiggere lo sporco davvero e sono utilizzabili in più ambiti, come la microfibra, che acchiappa la polvere, si può lavare ed è riutilizzabile.

Sfrutta bene la tecnologia

Fatta eccezione per abiti da lavoro usati nei cantieri o molto sporchi e per le macchie ostinate, la maggior parte del bucato può essere trattata con un programma veloce a 30°: la durata è all’incirca 30 minuti. È un’ottima abitudine far partire la lavatrice di sera oppure la mattina prima di uscire, in modo da ritirare e piegare il bucato asciutto immediatamente, evitando di lasciarlo esposto alla polvere. La pulizia della lavatrice è importante: periodicamente basta fare un lavaggio a vuoto con l’aceto, pulire il filtro e le guarnizioni. Non soprassedere sulla riparazione di frigoriferi e condizionatori quando iniziano a fare faville, altrimenti potresti essere costretto a doverne comprare uno nuovo all’improvviso. Allungare la vita del prodotto, oltre ad essere una scelta green, è anche piuttosto economico!

Riduci gli acquisti

Meno prodotti per pulire, scelti con più attenzione: ecco la chiave per guadagnare spazio utile sulle mensole, risparmiare soldi e ottenere maggior qualità.

Per pulire il piano da lavoro della cucina o il tavolo in marmo basta l’aceto bianco, efficace e a prova di alimenti, usato anche nelle cucine degli chef. Oggi esistono ricariche ecologiche, utilizzabili dalla cucina al bagno, che potrai versare nel vecchio flacone spray.

Come insegnano le nonne, esporre cuscini e coperte sul davanzale, quando è possibile, è un’ottima abitudine, perché luce e aria aperta asciugano l’umidità, combattendo gli acari. Per pulire il materasso usa bicarbonato e una spazzola vecchia.

La spesa intelligente

Impara a ridurre, e con il tempo eliminare, l’acquisto di prodotti già pronti: sono più costosi e non possono avere la stessa qualità che sceglieresti tu. Molti piatti, come pasta, cordon bleu o polpette, in realtà non sono difficili, ma dobbiamo imparare a ricavare tempo e pazienza almeno per i primi esperimenti. Il gusto sarà totalmente diverso.

Evita di congelare pasta e riso; invece carne, zuppe, sughi e verdure possono essere riposti in freezer in modo da averli subito pronti quando ti servono.

Sfrutta i mercati cittadini per conoscere i produttori locali e la tua spesa di frutta e verdura conoscerà un significativo miglioramento. Più vegetali di stagione, prezzi più bassi, maggior bontà.

Meno oggetti, meno sprechi

La cultura dell’usa e getta ci ha portato a comprare quantità sempre più ingenti di oggetti… e sprecare ancora di più! Sostituire i tovaglioli con il modello tradizionale in cotone, che fino a pochi anni fa ogni mamma aveva, può essere una buona idea. Ognuno terrà il suo tovagliolo per alcuni giorni: chi ama ricamare può aggiungere una piccola iniziale per riconoscere il proprio. Tovaglia di stoffa, sacchetti in nylon da tenere in borsa, flaconi e recipienti in vetro da riciclare aiutano a risparmiare e dare una mano all’ambiente: sì, in effetti non saranno nuovi e perfetti come un oggetto appena acquistato, ma forse è proprio questo che dobbiamo imparare.

Stop Germ

Molti forse non lo sapranno, ma sullo spazzolino da denti possono depositarsi tantissimi germi e batteri, specie se non si pulisce a dovere. Stop Germ è un dispositivo portatile altamente efficace, che non necessita di spine e sterilizza gli spazzolini in pochissimo tempo.

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Aspetto esteriore

Stop Germ si presenta come una semplice scatolina lunga 21 centimetri e non più larga di 5.
Il fondo è cromato, mentre il coperchio è trasparente per consentire di visualizzare l’accensione della piccola lampada UV. Risulta molto utile anche per il trasporto in una borsetta.

Come funziona

Questo dispositivo è compatibile con tutti gli spazzolini manuali, nonché con le testine di numerosi modelli elettrici.

Basterà posizionare lo spazzolino nell’apposito alloggiamento, dopo averlo risciacquato bene con acqua, e richiudere il coperchio per attivare automaticamente la piccola lampada UV.

Le radiazioni ultraviolette, che hanno una lunghezza d’onda inferiore a quella visibile dall’occhio umano, infatti, notoriamente hanno capacità disinfettanti e vengono spesso impiegate nell’industria alimentare o per depurare l’acqua. La luce blu, una volta accesa, impiegherà solo 6 minuti per sterilizzare le setole del vostro spazzolino e potrete riutilizzarlo senza timore che possano esservi rimasti batteri fautori d’infezioni alla bocca.

La batteria, di lunga durata, si trova nella parte inferiore della confezione.

Recensioni e riconoscimenti 

Stop Germ è stato sia testato che approvato dalla FDA, ovvero la Food and Drug Amministration, l’ente statunitense che regolamenta i prodotti alimentari e farmaceutici. Lanciato sul mercato nel 2017, ha ricevuto riconoscimenti quali Miglior Sterilizzatore per Spazzolino sia nell’anno di uscita che in quello successivo e il WL Awards 2018. Chi l’ha utilizzato ne sottolinea l’estrema efficacia e facilità d’uso, oltre alla sensazione di avere una bocca più sana e un alito che risulta più fresco: ne trae beneficio tutta la famiglia.

Per ordinarlo, bisogna andare sul sito del produttore stesso, per evitare imitazioni del prodotto e compilare l’apposito modulo online.

Stop Germ arriverà a mezzo corriere entro 3 giorni lavorativi al massimo e vi sarà consegnato con uno spazzolino manuale in omaggio. Potrete effettuare il pagamento, di soli 49 euro in offerta, tramite le principali carte di credito o prepagate oppure direttamente in contrassegno.  

Compila il modulo per acquistarlo.

Set da giardino: soluzioni e consigli per arredare il vostro Eden

Scegliere il set da giardino ideale significa innanzitutto decidere, in base allo spazio da arredare, quali e quanti elementi di arredo esterno considerare.

Allo stesso tempo, è importante valutare quali siano i materiali migliori, quelli cioè in grado di resistere alle intemperie, indipendentemente dal fatto che il giardino sia coperto o esposto agli agenti atmosferici.

Quali materiali sono i più indicati per durare? Quali sono i più resistenti per risultare adatti al set giardino?

Nel valutare i set da giardino economici, prima di lasciarvi tentare offerte allettanti, non dimenticate di controllare con quali materiali sono stati realizzati, ancora prima di lasciarvi incantare dal design di ogni singolo elemento.

Oltre ai classici set tavolo e sedie da giardino, l’arredo esterno è composto da un’infinità di elementi: gazebo, panche, amache, sdraio, ombrelloni, tende parasole, divani, lettini, cuscini da esterno, barbecue, altalene, dondoli, giochi per i bambini senza contare l’illuminazione decorativa.

I migliori materiali per il set da giardino

E’ preferibile scegliere elementi di arredo da giardino resistenti sia se il giardino è coperto (e, comunque, a contatto con caldo, freddo, umidità, ecc.) sia se è in balia degli agenti atmosferici.

Oltre che resistenti e durevoli, devono risultare inattaccabili da salsedine, gelo, acqua piovana, umidità. Ovviamente, un arredo coperto è l’ideale: richiede meno impegno in termini di pulizia e manutenzione.

E’ meglio la plastica o l’acciaio INOX, il teak oppure un set giardino rattan?

Vediamo le caratteristiche dei materiali principali con cui vengono realizzati i set da giardino.

Plastica

La plastica è il materiale più economico, versatile e leggero (insieme al PVC e all’alluminio) ed è anche il più durevole e resistente alle intemperie, tanto che molte aziende producono complementi di arredo da giardino in plastica dal design più curato ed accattivante.

Metallo

Tra i metalli, ferro ed alluminio sono i più usati.

Rispetto alla plastica, il ferro battuto ed il metallo conferiscono un tocco di originalità e fascino a giardini classici o moderni: sono resistenti alle intemperie ma, col passare del tempo, vanno ritoccati, quindi richiedono maggiore manutenzione.

Il ferro, in particolare, va sottoposto a trattamenti antiruggine (zincato e verniciato a polvere antigraffio e anti UV),

Il discorso è diverso per l’acciaio INOX, sempre più sfruttato anche per set tavolo sedie da giardino durevoli: è resistente, sottoposto a trattamento anticorrosione ed utilizzato per realizzare arredi esterni dal design moderno e ricercato.

Legno

Quando è nuovo, il legno è bello e caldo, il materiale che meglio s’intona con la natura ed il giardino, ma si consuma rapidamente se non viene trattato con specifici impregnanti. E’ preferibile scegliere legni duri (acacia, eucalipto, ecc.), in particolare il teak, molto adatto per il set da giardino.

Il teak è durevole, insensibile a muffe ed insetti, resistente alle intemperie, all’acqua e alla pioggia anche se, col tempo, il suo colore tenderà a farsi argenteo: andrà, perciò, trattato con olio di teak per recuperare l’originale colore bruno-dorato.

Rattan o polyrattan

Si possono trovare complementi di set da giardino in rattan naturale o polyrattan (o rattan sintetico): quello naturale, resistente e durevole, è meno economico del polyrattan, altrettanto resistente (all’acqua, alla muffa, ai raggi UV, al cloro, alla salsedine), atossico, pratico, versatile e di sicuro effetto.

Il polyrattan, insieme all’ecorattan e all weather, fa parte della nuova famiglia di intrecciati in fibre sintetiche che imitano quelle naturali, realizzati per rivestire telai in alluminio.

Vimini

Il vimini, per alcuni elementi da giardino, sa conferire un tocco di eleganza retrò ma è, senza dubbio, più delicato.

Soluzioni pratiche per chi ha poco spazio

Il set da giardino più indicato per chi ha poco spazio prevede complementi facilmente impilabili o ripiegabili all’occorrenza, per il minimo ingombro, soprattutto tavolini, sedie o sdraio da richiudere e riporre in un angolo.

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  • Salottino lounge da giardino realizzato in polipropilene
  • Dimensioni dell'imballaggio: 119 x 64 x 57
  • Il set è composto da due poltrone con schienale basso, un divano a due posti, otto cuscini e un tavolino
In offertaBestseller No. 10
Ipae-Progarden Set Tree Antracite C/Cuscini
  • Set Tree 3 pezzi Antracite con cuscini. Salottino per interno ed esterno composto da: 2 poltrone ad un posto, 1 tavolino
  • Codice Prodotto: B2_0654848
  • Set tree 3 pezzi antracite con cuscini

Consigli utili per scegliere il set da giardino

Indipendentemente dallo spazio, è consigliabile verificare l’assemblaggio dei vari componenti del set giardino che intendete acquistare, la comodità (provateli, prima), le misure adatte, l’altezza giusta, la robustezza soprattutto del set tavolo e sedie da giardino.

Sono preferibili i filati acrilici perché vengono trattati per garantire indeformabilità, tenuta dei colori, resistenza alle intemperie, in particolare ai raggi UV, all’acqua salata e clorata. Un’ulteriore trattamento li rende oleorepellenti (resistenti al grasso e all’unto) e autopulenti contro lo sporco da smog.

I cuscini per le sedute, oltre che comodi, dovrebbero essere alti almeno 8 cm e rivestiti con materiali impermeabili e idrorepellenti.

Per qualsiasi tipo di soluzione, si possono trovare set da giardino economici da Ikea ed Amazon a prezzi davvero interessanti.

Come fare disdetta sky

Sottoscrivere un qualsiasi servizio in abbonamento è talmente facile che basta, in alcuni casi, una telefonata, magari di quelle commerciali che si ricevono all’improvviso. I servizi di televisione a pagamento come Sky non fanno eccezione e vengono spesso offerti su un piatto d’argento. Ma, se è così facile ottenere un servizio, si può dire lo stesso in caso si decida di dare disdetta all’abbonamento di sky? Le modalità, in realtà, esistono ma vanno seguite alla lettera. Dovrete anche avere cura di compilare il modulo corretto, qualora si possiedano altre promozioni assieme a Sky, quali Fastweb o Tim.

Disdetta sky con raccomandata 

Il modulo di disdetta sky può essere inviato a scadenza del contratto o prima. Si scarica da sito ufficiale e, se si preferisce attendere la naturale estinzione dell’abbonamento impedendo il rinnovo automatico (solitamente dopo 1 anno) è bene anticiparsi di qualche settimana perché venga ricevuto entro i tempi stabiliti.

I moduli sono differenti a seconda che sia necessario fare disdetta sky e fastweb o che la disdetta sky avvenga prima o dopo l’anno.

Troviamo, così, il modulo disdetta del contratto sky a scadenza naturale, quello che va oltre i 14 giorni dalla stipula del contratto (in tal caso non ci sono spese, secondo le regole sul diritto di recesso) e quello denominato “Disdici quando vuoi senza costi di uscita”, che è una sorta di offerta speciale per i consumatori.

Una volta compilato il modulo, la lettera, adeguatamente compilata in ogni sua parte, andrà inviata all’indirizzo per disdetta indicato da sky a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno.

  • SKY Casella Postale 13057 – 20141 Milano
  • SKY ITALIA S.R.L. C/O Telecom Italia S.P.A., Servizio Clienti, Casella Postale 111, 00054 Fiumicino RM per Tim Sky

Disdetta sky online o a mezzo telefonico

La disdetta del pacchetto sky può avvenire anche online, nell’area cliente del fai-da-te.
Vi sarà consentito eliminare un solo pacchetto o l’intero abbonamento, e questo anche chiamando il numero telefonico dedicato 02 917171 24 ore su 24 e 7 giorni su 7.

La disdetta contratto sky, se fatta anticipatamente, ha un costo pari a 11,53 euro e dovranno essere restituiti tutti gli apparecchi in comodato d’uso, come i decoder HD.
La restituzione dovrà avvenire entro 30 giorni dal recesso in un centro Sky autorizzato, pena il pagamento di una penale di 30 euro per apparecchi quali telecomandi o smart card e a 150€ per ogni decoder.

In caso di sconti e promozioni, oltre alla penale di 11,53 euro bisognerà, infine, corrispondere anche la differenza tra il valore reale del servizio e la cifra effettivamente pagata.

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