La migliore cappa da cucina del 2021

La cappa da cucina è un dispositivo indispensabile in ogni angolo cottura.

La sua presenza, infatti, è necessaria per eliminare i cattivi odori, per contenere gli schizzi che fuoriescono dalle padelle e per assicurare un buon ricambio dell’aria.

A maggior ragione, l’installazione di cappe aspiranti o filtranti è fondamentale in quelle cucine nelle quali mancano finestre, finestroni e altri tipi di aperture verso l’esterno.

Cerchiamo quindi di sapere quali sono i criteri per scegliere la migliore cappa da cucina per le nostre esigenze.

5 fattori per la scelta della migliore cappa da cucina

cappa da cucina aspirante

In base a quali fattori va operata la scelta della migliore cappa da cucina per le nostre necessità?

Cinque criteri molto importanti sono rappresentati dalla dimensione del dispositivo, dalla sua capacità di aspirazione e filtrazione, dai suoi comandi, dalle funzioni e dai consumi.

Dimensione

Iniziamo subito col dire che la dimensione di una cappa da cucina deve essere uguale o maggiore al piano cottura. Una buona cappa aspirante o filtrante, infatti, deve essere in grado di coprire l’intera area di provenienza dei fumi e degli odori.

Numeri alla mano, le dimensioni delle cappe da cucina oscillano dai 60 ai 120 cm., mentre la loro profondità può oscillare dai 35 ai 55 cm. Nell’ambito di questo range, un modello molto comune è la cappa da cucina da 90 cm. che rappresenta una soluzione ideale per appartamenti medi.

Per quanto concerne design e tipologie, invece, le cappe per angoli cottura possono essere:

  • A muro. Si tratta di cappe da cucina che devono essere addossate ad una parete. Ovviamente, questa tipologia di cappa non è ideale per cucine a isola.
  • A incasso. Queste tipologie tendono a scomparire nel soffitto o all’interno di un mobiletto pensile.
  • Libere. Possono essere collocate liberamente in qualsiasi spazio della cucina. Alcune di essere possono essere inserite anche nella scocca di un modello precedente.

Aspirazione e filtrazione

Per quanto concerne la capacità di aspirazione e di filtrazione, una cappa da cucina può essere di due tipi:

  • Cappa aspirante. Questa tipologia, ideale per cucine con fornelli a gas, è costituita da un condotto terminante in un tubo che sfocia all’esterno.
  • Cappa filtrante con riciclo d’aria. Questa tipologia di cappa da cucina, invece, è ideale per le cucine chiuse nelle quali non è possibile praticare fori verso l’esterno.

Nelle cappe di tipo aspirante, il dispositivo deve essere capace di ricambiare l’aria in cucina almeno 8/10 volte in un’ora. In termini medi, ciò si traduce in una capacità aspirante che deve essere di almeno 500/600 m³/h.

Al momento dell’uso, in ogni modo, la capacità di aspirazione viene anche regolamentata dai livelli di potenza del dispositivo. Ai fini dell’aspirazione, inoltre, è quantomai ideale che il condotto dell’aria sia il più breve e lineare possibile, perchè anse, curve e gomiti rallentano la capacità aspirante del dispositivo.

A tale proposito, in sede di acquisto può essere utile consultare l’etichetta energetica e, in particolare, la classe di efficienza fluidodinamica che viene stimata in base a pressione, portata e potenza della cappa. Nella scala, che va da A a G, la lettera A rappresenta la migliore classe di efficienza fluidodinamica e la G la peggiore.

Nelle cappe di tipo filtrante, il dispositivo deve essere in grado di garantire un buon assorbimento dei fumi ed odori, nonché di reimmettere in circolo aria pulita. Anche in questo caso, la potenzialità del sistema filtrante della cappa può essere compresa guardando l’etichetta energetica. Per fare un esempio, le cappe filtranti A riescono a bloccare più del 90% dei grassi.

filtri possono essere realizzati in vari materiali. I filtri in plastica, presenti nei modelli più economici, necessitano di essere sostituiti periodicamente, mentre i filtri in metallo e alluminio possono essere anche messi in lavastoviglie.

Oltre a questi, i filtri ai carboni attivi garantiscono un’ottima neutralizzazione degli odori e un buon assorbimento degli schizzi e delle particelle che si producono nel corso delle preparazioni culinarie.

Comandi

Dal modello di pulsantiera presente possiamo desumere se siamo in presenza di una cappa da cucina classica o moderna.

I modelli di cappe da cucina più semplici ed economici, di solito, hanno un interruttore per azionare o disattivare la ventola ed un altro pulsante per accendere o spegnere la luce.

Una cappa da cucina moderna, invece, presenta anche comandi per regolamentare la capacità aspirante, dimmer per l’illuminazione, e una funzione speciale per massimizzare la velocità della ventola per un tempo determinato.

Sempre in tema di comandi, il grado di modernità di una cappa è intuibile anche dal livello di evoluzione della sua pulsantiera. I pulsanti possono essere:

  • Elettromeccanici: classici interruttori a clic o a scorrimento.
  • Elettrici: tasti a pressione che sono presenti in cappe prodotte qualche anno fa, ma anche tuttora.
  • Touch: i più moderni che si azionano al solo sfioramento.

Funzioni

Le funzioni principali di una cappa da cucina, con e senza canna fumaria, sono le seguenti: aspirazione di fumi e odori, ricambio dell’aria e illuminazione del piano di cottura.

Oltre alle funzioni di cui sopra, una cappa può anche avere un orologio, per ricordare l’ora, un timer, per ricordare il tempo di cottura delle pietanze, e può essere dotata di auto-spegnimento per spegnersi automaticamente dopo un tot periodo di tempo.

Consumi

Per valutare i consumi di una cappa da cucina vanno considerati 3 elementi molto importanti quali il grado di assorbimento del motore, il consumo annuale stimato e la classe di efficienza energetica.

Per quanto riguarda l’assorbimento, i motorini delle cappe da cucina possono esprimere una potenza che va dai 100 ai 400 W. Ovviamente, la potenza deve essere commisurata alla grandezza della cucina nella quale sarà posizionata la cappa; per un cucinotto piccolo potrebbe bastare un dispositivo di 100/150 Watt, mentre per una cucina grande o una cucina a isola potrebbe volerci anche una cappa da 400 Watt.

Il consumo annuale stimato, invece, può essere desunto dall’etichetta energetica sulla quale sono riportati i kWh consumati in un anno d’uso. Tale calcolo viene approntato sulla stima che ogni giorno la cappa venga usata un’ora per il ricambio dell’aria e due ore per l’illuminazione.

Tradotta in altri termini, per valutare il consumo annuale della cappa è possibile effettuare la moltiplicazione tra il valore dei kWh/anno riportati sull’etichetta per la tariffa al kWh riportata in bolletta.

La classe di efficienza energetica è un altro dato utile perchè permette di comprendere se una cappa si distingue per una buona proporzione tra consumi e prestazioni.

In una scala da A a G la lettera A o A+ indica consumi minori; se anche la classe di di efficienza fluidodinamica ha un valore di A o A+ allora siamo in presenza di una cappa da cucina che può garantire ottime performance e consumi accettabili.

Un ultima considerazione per le marche; il comparto delle cappe da cucina, infatti, è dominato da marche italiane quali, in ordine alfabetico, Best, Elica, Faber e Tecnowind.

Ciò comporta un doppio vantaggio perchè la concorrenza tra questi produttori origina un’ampia scelta di prodotti e perchè l’assistenza clienti può avvenire direttamente in lingua italiana.

Scrivi una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *