I principali stili dei mobili antichi

In particolar modo, ci soffermeremo sui principali stili dei mobili antichi che hanno attraversato l’Europa dal XVII secolo in poi: anche precedentemente a questa data l’arte falegnameria era ben sviluppata nel Vecchio Continente, ma gli esempi superstiti sono sicuramente più rari e, di conseguenza, la loro conoscenza

Principali stili del XVII Secolo

Il XVII secolo riceve in eredità il patrimonio culturale e sociale dell’appena conclusasi età umanistica, patrimonio che si riflette in pieno nel mondo dell’ebanisteria. Ad inizio secolo è la Francia la prima grande nazione europea a contaminare la falegnameria con idee rinascimentali: lo stile Luigi XIII mette al bando l’austerità delle epoche precedenti, sdoganando legni pregiati come l’ebano e il palissandro, e arricchendo i mobili di intagli e decorazioni.

Queste caratteristiche raggiungeranno il loro periodo di massimo splendore nella seconda metà del 1600, quando soprattutto in Italia e in Germania prende piede il Barocco, stile diventato nel tempo antonomasia di opulenza e ricchezza di dettagli, anche in senso dispregiativo. Le linee diventano curve e intrecciate tra loro, gli intarsi sfiorano la ridondanza. Solo sul finire del secolo si pone un freno all’eccessiva pesantezza del Barocco, dando vita al più leggiadro Rococò.

Principali stili del XVIII secolo

Terminata la parentesi barocca, è lo stile Neoclassico ad avere la meglio: si ritorna alla razionalità e all’ottimizzazione di spazi e superfici, prediligendo linee asciutte e pulite, che ben si addicono alla ritrovata passione per lo stile greco-romano. Si guarda con ammirazione agli oggetti di arredamento provenienti dai recenti scavi di Pompei, utilizzando i loro dettami stilistici anche per la creazione di nuovi mobili, sempre votati all’utilità (toilette in primis).

La Francia, raggiunta piuttosto tardi dallo stile Neoclassico, lo declina sul finire del secolo nello stile Impero, ad esso fortemente legato. Sotto il regno di Napoleone, che eredita usi e costumi del mondo romano, ma anche egizio, l’ebanisteria raggiunge il connubio massimo tra eleganza e austerità, con mobili simmetrici e dai motivi fortemente geometrici e razionali.

Principali stili del XIX secolo

Mentre la Francia è ancora immersa nello stile Impero, è l’Inghilterra a dare il via ad una nuova rivoluzione artistica con l‘epoca Vittoriana. L’industrializzazione della produzione, la facilità di reperimento di materie prime provenienti anche da migliaia di chilometri di distanza, permettono ai mobilieri inglesi di sperimentare nuove soluzioni stilistiche, attingendo a piene mani dal passato artistico europeo.

Rinasce la passione per il gotico, e per l’arte ecclesiastica del tardo medio-evo, rinnovata da legni come il mogano e il tek. Non si disdegnano neppure il quasi contemporaneo stile Impero e il Rococò, che confluisce nella cosiddetta Art Nouveau. Tra vecchie soluzioni e nuovi materiali e processi produttivi, lo stile Vittoriano è il più variegato del XIX secolo. La Germania guarda con interesse a tali evoluzioni, superando l’austerità dello stile Biedermeier, che aveva caratterizzato la prima metà del secolo con mobili più votati alla comodità che alla bellezza, grazie allo Jugendstil, che esploderà nel XX secolo.

Principali stili del XX secolo

Come sopra accennato, il XX secolo si apre con vivacità grazie allo Jugendstil, in Germania e Austria, e all’Art Nouveau in Francia. Interessanti risvolti prendono entrambe le correnti, risvolti che portano alla nascita dell’ebanisteria moderna.

Lo Jugendstil, che arriva in Italia con il nome di Stile Liberty, apre le porte al Bauhaus, una scuola tedesca che ha come fine ultimo l’unione tra arte e architettura, resa possibile da una nuova rivoluzione industriale e da materiali con caratteristiche uniche, come l’acciaio.

Percorso simile ha l’Art Nouveau, che dopo il primo conflitto mondiale cede il posto alla Art Dèco: i ricchi e riconoscibilissimi motivi floreali che avevano caratterizzato il tramonto della Belle Époque lasciano spazio a forme geometriche, più razionali e moderne.

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