Differenza tra pellet e cippato: caratteristiche delle due biomasse

Qual è la differenza tra pellet e cippato?
Innanzitutto diciamo che i due prodotti sono molto simili, appartengono alla categoria delle biomasse e derivano da scarti di lavorazione del legno.

Da ormai molti anni entrambi i materiali vengono impiegati, in alternativa all’uso del biogas, nelle relative stufe a pellet e a cippato per il riscaldamento domestico. Fin qui le similitudini, ma adesso vediamo in cosa si differenziano e quale resa termica aspettarci dalla loro adozione nelle nostre case.

Pellet: caratteristiche, potere calorifico e prezzi

Sebbene possano sembrare piuttosto simili, il pellet ed il cippato hanno delle caratteristiche diverse. Tali diversità sono sia formali che sostanziali.

Il pellet è sicuramente uno dei materiali più utilizzati in appartamenti e in ambienti domestici di dimensioni medio-piccole. In termini pratici, consiste di segatura essiccata e compattata. La norma UNI EN 14588 ne definisce la forma, generalmente cilindrica con estremità irregolari, e la lunghezza, tra 5 mm e 30 mm.

La produzione di questo materiale avviene in seguito alla pressatura della segatura di scarto del legno. Nel corso di tale processo il materiale viene lavorato fino alla realizzazione dei cilindretti che verranno messi in commercio.

Una qualità molto importante del pellet è che garantisce un’ottima resa termica ma basse emissioni tossiche. Per quanto concerne il rendimento termico, il potere calorifico del pellet si attesta sui 4,7 kWh per Kg. Le qualità migliori sono il pellet di faggio e il pellet di abete, ma in verità la resa può dipendere molto anche dalle caratteristiche della stufa.

Riguardo al costo, il prezzo del pellet varia molto in considerazione del tipo di legno e della stagione di vendita. Per fare un esempio, tra un sacco da 15 Kg. comprato in estate e un analogo sacco comprato in inverno possono esserci anche 4 o 5 Euro di differenza. In ogni modo, il costo di un sacco di 15 Kg. oscilla tra i 6 e i 14 Euro.

Cippato: caratteristiche, resa termica e costo

A differenza del pellet che deriva soprattutto da lavorazioni industriali, il cippato viene originato per lo più a partire da pratiche agricole e forestali.

Le scagliette di legna di cui è formato, infatti, derivano da potature, lavorazioni nelle segherie, disboscamenti, tagli di tronchi più grandi e da altre pratiche simili.

Il cippato può avere una dimensione oscillante da pochi millimetri ad alcuni centimetri. La sua dimensione, comunque, è uno dei parametri basilari per definirne qualità e destinazione d’uso. Il cippato fino (G30), formato da scaglie di massimo 3 centrimetri, di solito viene utilizzato in ambito domestico, mentre il cippato medio (G50), formato da scaglie grandi anche 5 centimetri, di solito viene impiegato in impianti di tipo industriale.

Riguardo alla resa termica, il potere calorifico del cippato ha un valore medio di 4 kWh per Kg. Il prezzo si attesta invece tra gli 8/9 Euro al quintale.

In definitiva, sia il pellet che il cippato sono entrambi ideali per il riscaldamento domestico, ma magari il cippato trova il suo impiego principale in impianti di dimensioni più grandi.

Se ti interessa riscaldare la casa in modo economico e naturale dai un’occhiata anche a queste stufe a legna.

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